Nessuna cosa esiste dove la parola manca

“Nessuna cosa esiste dove la parola manca” (M. Heidegger).

Questa frase per me vuol dire almeno questo, che solo la parola permette a un avvenimento di emergere dal silenzio. La sua esistenza è negata, se non viene portata alla luce dalla parola che la nomina.
Nella domenica 4 di marzo 2018 le parole hanno dichiarato l’esistenza di alcune elezioni.
In Svizzera più del 70% di elettori hanno votato per mantenere la tassa del canone radiotelevisivo. È la più alta di Europa, un referendum voleva abolirla e dunque spegnere il servizio pubblico. Gli Svizzeri hanno votato per continuare a pagare la tassa e tenersi la loro radiotelevisione. Hanno un rapporto di fiducia con lo Stato e i suoi organismi.
Il loro abbondante 70% non somiglia a quello degli elettori italiani andati al voto nella stessa domenica. Perché al voto italiano manca più di un quarto di elettori. Perché manca il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato.
Infine al voto italiano manca il risultato di una maggioranza.

Nella stessa giornata di domenica sono scese in mare altre scadenti imbarcazioni  in acque libiche. Altre vite di naufraghi sono state solo in parte scippate dal fondale, mentre la guardia costiera impediva a una nave di soccorso un salvataggio.
Nelle urne si è svolta la morbida concorrenza tra aspiranti al consenso, in mare la spietata concorrenza tra aspiranti alla vita.
In margine alle parole delle elezioni mi segno le parole dei viaggi senza arrivo. Li nomino per me, perché senza una parola che li registri, perdono pure diritto alla realtà.
“Nessuna cosa esiste dove la parola manca”.

21 Comments

Join the discussion and tell us your opinion.

nord sud est ovestreply
marzo 11 at 07:03 PM

Vedo Heidegger perso nella foresta nera ,Dante e Rilke attraversarla,,,,,,-nessuna cosa esiste dove la parola manca-

nord sud est ovestreply
marzo 09 at 03:03 PM

Erri sei sfortunato con Heidegger.Le parole scorrono a fiumi.E anche i fatti e i misfatti.
Penso a quei ragazzi in fila per un- concorsuccio-,un fiume umano.E l’umiliazione di aver preso sul serio
(o forse no,hanno voluto la prova del nove per verificare meglio il nuovo abbaglio per i 5s ) un guitto
che ,molto fuori dai tempi supplementari,propone il reddito di cittadinanza come brioches per il popolino……

lucyreply
marzo 08 at 01:03 PM

Carmen mi ha raggiunto il tuo volermi bene.Grazie lo allargo a tutte le altre,penso sia anche il tuo pensiero.

lucyreply
marzo 08 at 01:03 PM

buon 8 marzo a tutte quante,pensando alle donne -brillanti- come noi ma meno fortunate della Somalia ,
dell’Africa e di quelle più vicine che ancora subiscono piccole e grandi violenze.Buon lavoro a tutte perchè
da qui si parte sempre per poter avere una voce e per poter poi seguire, ognuna, la propria diversa strada.

Valeria Dell’Annareply
marzo 08 at 01:03 PM

Chiamerò rabbia quello che sento incrementare la mia pressione arteriosa quando il dottore di turno usa la stessa diagnosi per spiegare la scelta di voto del Sud: voglia di assistenzialismo!
Ricordo figli emigrati dove è cambiato il colore della bandiera…

Amedeo Blasireply
marzo 07 at 11:03 PM

Chi per gli altri è immagine , ha un vantaggio incalcolabile perché , commuove

lucyreply
marzo 07 at 07:03 PM

dolorosa lucidità

lucyreply
marzo 07 at 07:03 PM

con le vecchie canzoni,da sentimentale quale sono,ritornano le cose in cui ho creduto per un’intera vita
e in cui ancora credo,forse con una piccola saggezza in più e con più lucidità

lucyreply
marzo 07 at 06:03 PM

Poi ripensamento
-Tu puoi ritrarti dalle sofferenze del mondo,sei libero di farlo e corrisponde alla tua natura,ma forse proprio questo ritrarsi è
l’unica sofferenza che potresti evitare-Sempre K.
Tentennamenti inutili,mi dico,sei sempre stata nel mondo( con tutto quello che può significare una frase del genere) sai benissimo che non si cambia a una certa età

lucyreply
marzo 07 at 06:03 PM

Il sud e il nord:l’un contro l’altro armati.Penso a questa nostra Italia bipolare( nei due sensi geografico e medico) e io lì,sul confine.
Di Maio, papale papale,vuol tornare alle antiche pratiche democristiane,prima la scarpa destra poi la sinistra(semplifico per comodità).
Il micione di casa un po’ suonato Salvini ,brinda in bianco esponendo i suoi 38 denti aguzzi.Che sarà di noi?

La frequentazione degli uomini induce alla lusinga dell’introspezione (K)

Albareply
marzo 07 at 05:03 PM

Se la realtà esiste solo quando viene nominata, occorrerà ripetere le antiche parole e trovare le parole nuove per “la sinistra che verrà”.

Carmenreply
marzo 07 at 01:03 PM

Poter viaggiare, anche senza spostarsi geograficamente, con un testo di Erri come bagaglio.
Un libro, un ritaglio di giornale, un articolo ricopiato di propria mano.
Impossibile ormai vivere senza.
Nessuna cosa esiste dove la TUA parola manca.

lucyreply
marzo 07 at 06:03 PM
– In reply to: Carmen

Carmen mi hai messo di buon umore con-dove la TUA parola manca-
ti ho letta in ritardo ma l’effetto oggi le comiche mi ha fatto bene.
Non so se prenderti sul serio ,ci penserò.
Anche io voglio bene a Erri meno pomposamente però.ciao

Carmen
marzo 08 at 09:03 AM
– In reply to: lucy

Carissima Lucy, nome luminoso come la tua intelligenza – briilante – decidi tu se prendermi sul serio o no anche stavolta. Ho difficoltà a interpretare la tua seconda frase, ma tra le parole messe a caso leggo “comiche”: lusingata dal complimento, perchè far ridere una persona brillante è una cosa complicata specie se con l’aggravante dell’effetto ritardato. Ancora più lusingata di averti messo di buon umore, sono una che vuole bene, in modo pomposo non so, ma in fondo non mi dispiace.
Voglio bene a Erri in modo pomposo, sì.
Buon 8 marzo a tutte.

Tappino torinesereply
marzo 06 at 10:03 PM

Caro poeta, penso che per molti motivi le due elezioni Svizzera/Italia non si possano paragonare, per mille motivi … ma se potessi scegliere dove stare, preferisco il disordine del mio paesino, arrepezzat ma istintivo. Per inciso, non mi solletica l’idea di appartenere a un paese che ha tolto la parola alla stampa e all’informazione sulle deportazioni di ebrei solo qualche decennio fa… e poi oggi chiede se vogliono o no vedere la tv pubblica (…che avrebbero pagato lo stesso con qualche tassa in più, a prescindere dall’esito del referendum…o no?). Diciamo che in quanto a diritto di parola non saremo più bravi della Svizzera… ma loro non possono dirsi migliori di altri. Quanto sia importante la parola ce lo hai ribadito tu in prima persona, con quel processo che voleva mettere il lucchetto alla tua; la stessa che hai dichiarato CONTRARIA quando è stato il momento di difenderla… e questa è un’altra delle tante cose imparate da te. Non so se sia il caso di sfoderarla in caso di elezioni politiche… lì al massimo ci fanno fare una croce da analfabeti , siamo anonimi numeri consecutivi di un seggio e non sapremo mai se la preferenza espressa è andata a buon fine davvero. L’unica parola che citi, e mi sento di salvare tra quelle che hai elencato, son quelle negate dalla testa sott’acqua degli ennesimi annegati da migrazione, o ” le parole dei viaggi senza arrivo”, come hai scritto tu… sono le uniche meritevoli ; e spero che l’ultimo vento sopra le facce abbia portato a riva i loro nomi, perché se è vero che niente esiste dove la parola manca, è il nome di un uomo o di una donna che può ancora lasciare una voce tra i rimasti. L’ultima compagnia. TVB <3 B.

Valeria Dell’Annareply
marzo 06 at 08:03 PM

È difficile definir-“si” quando manca la possibilità di avere significato: infinite possibilità che derivano dal continuo rapportarsi di una radice con altre radici, che non limitano il manifestarsi della propria individualità. Heidegger invece voleva spogliare il mondo di significato, del suo archetipo, nel tentativo di anticipare la grande e unica possibilità per l’uomo di liberarsi dall’anonimato e dalle preoccupazioni: vivere per la morte, che permette di isolarsi nella propria finitudine ed avere la certezza di poter essere.
Se manca il risultato di una maggioranza, per me si può convivere. Per Heidegger, avrebbe senso soltanto il naufragio. Anticipando, per difendere l’io.

luciareply
marzo 06 at 08:03 PM

lotta di classe……ah riuscire a lasciare il novecento nel suo secolo,senza dimenticare niente degli orrori ,delle storie naturali delle distruzioni che ha prodotto……
-mio secolo mia belva——–Sono convinta che a un certo punto sia necessario attraversare la linea d’ombra quella che ci dice di lasciare alle spalle anche le regioni
(e ragioni aggiungo a Conrad) della prima giovinezza.Erri è vero manca il rapporto di fiducia tra cittadini e stato ma non dappertutto e non nello stesso modo.
Bisognerà ricostruirlo. Calenda ha cominciato,e nel modo migliore riuscendo a stoppare la chiusura di un’azienda,forse più di una….Oggi leggo che si è iscritto al PD.

Carmenreply
marzo 06 at 12:03 PM

…parole, sì. Ne riporto alcune di Ascanio Celestini. Perchè io credo che le parole servano.

«Io passo attraverso i muri. Attraverso le villette antiladro controllate dagli allarmi antizingaro, protette da inferriate antinegro con vernice antiruggine dove antipatici padroni antisemiti con crema antirughe fanno antipasti antiallergici in bunker antiatomici. Attraverso le banche videosorvegliate. Attraverso i muri delle caserme, dei manicomi, delle galere. E mi viene da ridere mentre una guardia prova a fermarmi, perché attraverso anche lei con la sua divisa. Lei che si girerà dicendo: – Brigadiere, che facciamo? Questa è stregoneria! E io le risponderò: – No, questa è lotta di classe».

Raimondo Di Maioreply
marzo 06 at 12:03 PM

sublime e verso il verso giusto dell’umanità

nord-sudreply
marzo 06 at 11:03 AM

poi ci sono state ,ci sono,parole irresponsabili mentre in mare continua la spietata concorrenza tra aspiranti alla vita…..

nord-sudreply
marzo 06 at 10:03 AM

Parole dense e scarne che scavano,si insinuano ,ramificano creando paesaggi nuovi.
Succede pure che una fitta nebbia di parole scenda a oscurare le cose che succedono,
sottraendole alla nostra vista.A volte parlano di più le immagini .A volte le parole si
confondono in un brusio di fondo inarticolato. Anche perchè non mantengono lo stesso
significato ovunque,le parole,come gli umani che le pronunciano, hanno un margine,
un residuo di radice che rimane nascosto,che è solo nostro.Dopo Babele.Da qui nasce
la fatica di intendersi.Poi ci sono comunità più coese,altre più disgregate,e ci sono pure le acque libiche.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: