Articolo per le Monde

La settimana scorsa dopo il primo turno delle elezioni francesi Le Monde mi chiedeva un articolo, poi pubblicato giovedì 10 dicembre. Tradotto in francese dalla formidabile Daniele Valin, eccolo di seguito.

Dichiaro subito la mia mancanza di obiettività: non sono un osservatore neutrale, sono un partigiano della Francia e del suo popolo. Il suo inno nazionale, parole e musica, e’ il mio preferito. La mia gratitudine va alla lingua che per prima accolse in traduzione il mio primo libro tradotto all’estero. Da allora in poi sono seguiti gli altri, tutti gli altri. Devo al suolo francese anche il Camembert, formaggio preferito da mia madre.

Regolo una piccola parte del mio debito pagando in Francia le tasse  sui diritti di autore, rinunciando all’esenzione. So che quei contributi sono spesi meglio da voi.
In quest’anno sono venuto spesso in Francia, nel mese di novembre tre volte in diverse occasioni. Una coincideva con il giorno seguente agli attentati del 13. Attentati: troviamo un altro nome per definire questi atti di vigliaccheria? Andare con armi da guerra contro cittadini inermi non è compiere un attentato, ma una infamia. Non sono combattenti ma vampiri, non sono attentatori, sono orchi. So che il genere umano è capace del peggio e ogni volta mi sento disonorato, prima che ferito.
La guerra totale che si combatte all’interno dell’Islam scarica colpi di coda alla cieca nella città simbolo dell’Occidente. Quello che ho visto da passante delle vostre strade, è il sentimento di varcare l’ingresso in un tempo diverso. Non spetta più solo allo Stato la protezione dei civili. Sorge la necessità di una nuova vigilanza,  che è anche l’occasione necessaria di conoscersi meglio tra vicini di casa, di pianerottolo. Non è più il tempo di essere discreti, di non disturbare. Si sente il bisogno di incrementare la socievolezza per migliorare la propria sicurezza. Bisogna parlarsi di più, bussare di più alla porta di fronte, pronunciare con più cordialità e convinzione il Bonjour.
Se prima ci si incrociava sul marciapiede senza guardarsi in faccia, ora serve cercarsi gli occhi, promuovere i sorrisi.
Questa è la risposta che ho intravisto da voi, timida ancora ma convinta di inaugurare il tempo nuovo con la mossa giusta. Sono un ammirato lettore di Balzac, col quale condivido solo la data e il mese di nascita. Oggi è all’ordine del giorno, e della sera, il suo sguardo totale, la sua immaginazione, la sua fame da lupo dei dettagli. Serve lo sguardo e la lettura di Balzac in dote ai cittadini per aumentare la loro difesa immunitaria.
A fianco e contro questa risposta che è proposta di un nuovo stile di vita, va registrata una reazione di tipo allergico, cutaneo verso l’ambiente  dell’assassino che si spaccia per sicario della divinità. Il suo è il profilo di un bandito che abbraccia una violenza superiore , come succedeva al primo reclutamento fascista e nazista. Il delinquente che trova una giustificazione, si assolve. Questo tipo di biografia criminale procura una più forte reazione di sospetto e di rigetto verso l’intero ambiente di provenienza. La sua banalità, la formazione sommaria e frettolosa rendono più comune e generico il suo identikit. Questo facilita la risposta di rigetto verso l’intero Islam.
Si usa comunemente il termine di radicalizzazione, per questo fenomeno criminale. Credo al contrario che si tratti di superficializzazione. Chiedo scusa per questo termine improvvisato , qui mi serve solo a contraddire chi parla di radicalizzazione. Sarà che pianto alberi e amo il loro sistema radicale, ma non posso confondere la profondità esplorata dai loro rami sotterranei, con l’infezione di un qualche suo rampicante parassita. Superficializzazione dico per chi afferra al volo e mastica male qualche slogan trovato in un canale, poi acquista e indossa l’abbigliamento conforme, simile per me alla tenuta degli spazzacamini di una volta. La superficializzazione dell’Islam e’ il guasto che procura la reazione di rigetto. La risposta politica del FN riproduce la stessa superficialità.
L’Islam è studio, parola di alta voce e piedi scalzi rivolta alla sorgente dell’Oriente e del Libro. L’Islam sono i numeri arabi e la cantilena che invita alla preghiera. L’Islam è a cielo aperto, niente a che vedere con gli agguati contro chi ascolta musica o va a una partita di calcio allo stadio. L’Islam è sfregiato dalla sua superficializzazione e mi commuove oggi il suo sforzo di dignità di fronte a chi lo accusa.
In questo frangente sono venute a scadenza le vostre elezioni regionali. Non mi sento di collegarle direttamente, come automatismo di causa effetto, ai crimini del 13 novembre. Mi sembra piuttosto che gli elettori francesi, (non la quantità che mi aspettavo ma è solo il primo turno) abbiano deciso di mettere alla prova dei fatti l’effettiva capacità di governo della estrema destra. È un azzardo ma rientra nella procedura medica del vaccino, per cui ci si inietta il morbo in dose attenuata per dare all’organismo la spinta a produrre gli anticorpi. Prima che il FN riesca a mettere le mani sul governo centrale, sulla presidenza della Repubblica, sia messo alla concreta prova di fallire su scala minore, regionale. I risultati del primo turno sono un segnale che potrà essere mitigato dal secondo turno e dal ripensamento degli elettori che si sono astenuti. Il primo turno ha il vantaggio di ridurre le scelte a due possibili, ma resta nell’ambito di un  autorevole sondaggio.
La Francia di queste settimane si è riconosciuta nel comportamento del suo presidente. Hollande è stato all’altezza del compito a lui assegnato. Questa è l’ ipoteca sul risultato del secondo turno.
Inizia un’epoca nuova che ho intravisto da voi. Va affrontata sapendo che nelle vite private entra l’epica storica e ogni luogo pubblico può trasformarsi in sede di tempesta.  Ogni gesto quotidiano contiene un aumento di valore e di responsabilità. Identificare questo momento come uno stato di guerra si avvicina alla definizione, ma non chiarisce abbastanza. La guerra è combattuta dalle forze armate, a loro è delegata la difesa. Mentre oggi serve la mobilitazione delle forze disarmate: perché il fronte si è sbriciolato ovunque e ogni cittadino è chiamato fare il suo turno di guardia. Ognuno diventa protettore del proprio vicino. È un serrare invisibile di ranghi dove il vicino di prima è più vicino. Presto il teatro, la musica, la letteratura, il cinema lo rappresenterà. Teatro,musica,  letteratura, cinema: questo è l’ordine di apparizione della coscienza civile di un paese.
Aspetto con fiducia il vostro secondo turno. Quale che  sia l’esito, non è un traguardo né un capolinea. A voi Francesi spetta oggi il compito di indicare un esempio, uno stile di vita, il nuovo formato della fraternità. Per motivo di nascita sono privo di fratelli, perciò ho trasferito sui miei simili questo sentimento allargato di fraternità. Devo alla Francia la costituzione della fraternità in virtù assoluta, accanto alla libertà e all’uguaglianza.
A questa trinità laica va aggiunta anche la pazienza dell’infermiere.
Erri De Luca

1 Commento

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libreria7maririspondi
15/12/2015 a 3:43 pm

Come la repressione antisindacale e liberticida post-attentati dimostra ampiamente la vera regia di quegli attentati non era musulmana, era del tutto estranea all Islam e del tutto interna ai vertici della destra francese e statunitense, una destra che come in italia negli anni 60-80
ha usato le bombe per destabilizzare, terrorizzare e soprattutto criminalizzare i movimenti operai, studenteschi, giovanili, delle donne, etc
Anche in Francia lo scopo dei due attentati a distanza di un anno è lo stesso delle bombe in Italia : sono molto importanti le notizie pubblicate da Communisme Ouvrier in merito alle misure prese contro i militanti ecologisti e di sinistra dopo le stragi, così come la connessione tra estrema destra ed alcuni attentatori.
Gli attentatori, a differenza di quanto succedeva in Italia, sono anche essi carne da macello,
con biografie da alienazione nei nuovi ghetti d europa per musulmani, e immigrati in genere.
I governi presieduti da Valls si sono distinti per espulsioni facili e drammatiche, deportazioni dei rom, e crescente repressione sindacale per favorire la confindustria francese e liberalizzare al 100% le assunzioni. La terza generazione di migranti ha pagato e paga un prezzo alto in disoccupazione e marginalizzazione.
ISIS, al Qaida e prima i talebani sono stati strumenti della CIA e dei governi USA per contrastare sia i sovietici che qualsiasi movimento civile in medio oriente e africa e giustificare la presenza militare NATO e la rapina delle risorse della zona, insieme ai massacri di civili. La responsabilità delle gerarchie islamiche, in particolare saudita e turca, sta nell aver prestato a creature CIA una maschera musulmana che serve per criminalizzare i migranti e farne dei nemici agli occhi delle popolazioni europee, mentre quei migranti vengono fatti entrare in Europa con una logica da lotteria per meglio sfruttare i presunti fortunati e spingerli a non pretendere il rispetto dei diritti.

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