Cantiere

La parola Rivoluzione ha compiuto il suo corso maggiore nel 1900. Oggi è decaduta e ha, come certe monete, solo un valore numismatico. Se ne ricorda il potere di acquisto.
A contropelo di questo disuso, una personalità politica italiana sceglie di mettere la parola al centro del suo vocabolario. Non è un sovversivo, anzi proviene dal campo della legge. Luigi De Magistris, già magistrato e sindaco ribadito con doppio mandato dai cittadini di Napoli, mette di nuovo in pista la parola rivoluzione, collegata al progetto di attuazione della Costituzione. La cita e la tiene a portata di mano.
Condivido la scelta, quel testo fu scritto con lungimiranza e profezia dai suoi costituenti.
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.
È la migliore prosa pubblica scritta in italiano. Perciò è stata difesa dagli Italiani in un referendum che voleva manomettere decine di articoli.
Luigi De Magistris prende alla lettera l’espressione “rimuovere gli ostacoli”. Oggi Napoli è un cantiere di rimozione ostacoli. Circola perciò aria di cittadinanza nuova, che è sentire l’appartenenza a una comunità in cammino: a Nea Polis è in corso un esperimento di partecipazione civica alla vita pubblica.
Leggo “Demacrazia” ( si, con la a) un libro intervista di Giacomo Russo Spena al sindaco di Napoli.
Questa è una rivoluzione? Oggi è rivoluzionario ispirarsi alla Costituzione e operare per applicarla, anche di più: è Ricostituente.

Erri

14 Commenti

Unisciti alla discussione per dirci la tua

ninarispondi
26/11/2017 a 2:22 pm

A Napoli,città acustica per eccellenza,ai suoi ragazzi e non solo,dedico per i giorni pari e per quelli dispari,_Il flauto magico_ di Mozart.Una gioia contagiosa.
La musica salverà il mondo se riusciremo ad aprire le orecchie prima che sia troppo tardi per molti.Un invito a tutti quelli ,e sono tanti ,analfabeti musicali non per loro colpa.
Ascoltare Mozart ,ascoltarlo veramente,darsi il tempo ,prendersi il tempo,è andare alla sorgente di noi stessi per riemergere ,come il pescatore di perle,con una perla preziosissima.
Vedo Mozart girare per i vicoli di Napoli facendo capriole…… perfettamente a suo agio……

ambrarispondi
25/11/2017 a 9:44 pm

Un incanto le tue parole ieri sera su Nove.
Alla fine, una pagina di poesia.
Spero di poterla rileggere martedì.

elesrispondi
24/11/2017 a 5:44 pm

comunque per tutti,in ogni caso,le bellissime parole di un grande,
SEVERINO CESARI
_Cercate di arrivare felici ai giorni difficili_

e poi EMILY

Possedere l’arte di allietare l’anima
nell’intimo dell’anima
con il silenzio come compagnia
in festa ininterrotta

è circostanza spoglia
che appartiene ad un solo proprietario,
patrimonio che non verrà mai meno,
miniera inestinguibile

lucyrispondi
24/11/2017 a 5:03 pm

postilla
De Magistris vorrebbe essere Maradona ma è incapace di un gioco di squadra.Napoli o Nea Polis non è in Italia per caso,in ogni caso.

lucyrispondi
24/11/2017 a 4:37 pm

ci sono opinioni politicamente scorrette che non possono venir pubblicate?Ce ne faremo una ragione.

lucyrispondi
24/11/2017 a 4:35 pm

Ogni cosa è storicamente determinata.
Così la Costituzione in parte è datata.
Riconoscere questo sarebbe già un cambiamento,
anche se tardivo ormai il pentimento.
Napoli mariposa butterfly farfalla
dà una scrollatina a chi non sa lanciar la palla

sherry wairispondi
24/11/2017 a 1:37 pm

Una formica sola è niente,
si schiaccia facilmente se proprio infastidisce.
Personalmente le sopporto poco
col loro ordine meticoloso,
puntiformi massaie coatte.
Caricano una briciola con eleganza,
con finta noncuranza…..forse invidio
il loro coraggio del comunque,
No ,non sono così,amo il peso leggero
delle parole,leggerezza pesante che
come punta di diamante rimodella il mondo,

Buona fortuna a tutti i delfini che cercano di cambiare Napoli.

sherry wairispondi
24/11/2017 a 1:26 pm

De Magistris un ricostituente?
direi piuttosto la latitanza del latente,
ricorrente e poco stimolante.
Come Barcellona e Catalogna
affaticamento e inutile spaesamento.

nord-sudrispondi
23/11/2017 a 1:31 pm

A volte ci si sente soli con le parole nuove.
In questa vastità un neologismo qua,
un neologismo là.Poi il mondo brucia in fretta
tutte le novità.Demacrazia come Demogogia.

elesrispondi
22/11/2017 a 11:06 pm

ho attraversato Napoli
beatamente,tranquillamente.
Napoli città delle meraviglie.
Napoli città italiana
Napoli città metropolitana.

ma non autarchica.

luciarispondi
22/11/2017 a 6:33 pm

Ai ragazzi di Napoli che disprezzano,senza saperlo,la vita.

Hai buttato via ogni attimo che hai vissuto male,
non gli hai dato importanza,aveva qualcosa da
darti da dirti.Ma ora non metterti a contarli,
perderesti altro tempo,non hanno ormai nessuna rilevanza.
Pensa invece che sei vivo e bello e forte,vinci la paura
che ti smangia il cuore.Tu lo sai.Nel profondo di te
cerca l’amore.Cerca la dignità di una vita diversa:è una fatica
immensa,lo so,ma tu non puoi essere una speranza persa

luciarispondi
22/11/2017 a 1:57 pm

Niente è destino-tutto è destino.
Noi ,come Pollicino ,torniamo a casa
cercando le briciole lasciate lungo il cammino ,.
conosciamo quella realtà.
Se solo capissimo che una
pagina bianca può essere bella
aperta com’è a tutte le possibilità

L’ intenzione conta ma è l’intonazione giusta,
quella che non ci fa stonare,quella può mancare,

Musica nuova-musica intesa come visione
dopo tanta amarezza , indecisione e arroganza.
Forse c’è qualcosa di nuovo all’orizzonte che avanza?
O d’antico?Non lo sappiamo,il futuro ci prende per mano
e nasconde tra le dita una pagina bianca non finita.

Valeria Dell’Annarispondi
22/11/2017 a 12:45 pm

Ascoltavo oggi alla radio l’intervista a De Magistris e concordo con lui sulla necessità di una letteratura di servizio… al servizio della ricerca della verità che divulghi non soltanto ciò che non funziona in una comunità piena di contraddizioni come Napoli e come tante altre in Italia. Credo che la letteratura di servizio sia un’emergenza nazionale e aiuti a specchiarsi per intero nel paese, nei suoi problemi reali. Sentirsi italiani e portatori di valori non può essere impedito da un pregiudizio o sommerso dai numeri.

luciarispondi
21/11/2017 a 7:31 pm

ci sono parole che,messe insieme ,si gonfiano a tal punto da scoppiare

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: