Città di costa

Un mese fa invitato dall’editore spagnolo prendevo da Fiumicino un aereo per Barcelona (chissà perché da noi si raddoppia la sua elle). Guardavo stupito il cartello luminoso delle partenze: c’erano altri cinque voli di diverse compagnie dirette a Barcelona nel pomeriggio. Forse è la metà più turistica del Mediterraneo.
Ho imparato il suo nome sui libri della guerra civile spagnola. Aveva una maggioranza politica anarchica, unica grande città d’Europa. Fu bombardata da mare dalla flotta italiana spedita da Mussolini a sostegno del generale Franco, insorto contro la Repubblica.
Oggi è amministrata da Ada Colau, sindaco espresso dal movimento Podemos. È stata attivista dei movimenti di lotta per la casa. Ha guidato occupazioni di alloggi, partecipato alla resistenza contro gli sfratti, azioni che furono mia attività quotidiana negli anni ’70.
Oggi guida la città più attraente del Mediterraneo. Non preferisce i turisti, ma i profughi. Dice che sono loro le facce della prossima Europa.
Con il sindaco di Napoli ha la comune intesa di definire ribelli le loro città. Barcelona e Napoli dimostrano che esiste alternativa alle cupezze imposte dalle versioni ufficiali. Esistono con loro porti e città di transito e riparo. Esiste la rappresentanza democratica, il consenso ottenuto con l’entusiasmo e le opere, non con il voto di scambio. Esiste una vita notturna senza sosta. Una città aperta di notte è allegramente civile. E questo produce attrazione. Napoli non è mai stata così visitata. Prima le comitive l’attraversavano alla svelta, dirette a Capri, Pompei, Sorrento. Ora si fermano a scoprirla. Napoli è prodigiosa dì scoperte.
È in corso un’esperienza politica mediterranea che guarda lontano e al largo, senza farsi condizionare dalle retrovie dei governi centrali. Va diffusa, a contagiare altre città di costa.
Dal Vangelo di Luca estraggo: “La messe è molta e gli operai sono pochi”. Per ora sono Barcelona e Napoli, e avanti così.
Erri De Luca

10 Commenti

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Orio Sul Seriorispondi
05/02/2017 a 4:02 pm

chissà perchè London in italiano si scrive Londra

Tappino torineserispondi
24/01/2017 a 2:05 pm

Maronna mì, tesò: CHE MACELLO. Io non sopporto il chiasso, parteciperei a una serata all’anno di questi ritrovi di massa solo per vedere com’è e solo per pochi minuti. Poi: via! Ho un bisogno insopprimibile di vuoto. Sembra via Toledo il giorno dei saldi, una marea di teste che spintonano per guardare le vetrine, nun c’a pozz fa 😀 . Non so Barcelona, ma di Napoli lo posso dire da testimone: negli anni son cambiati i turisti, persino gli immigrati! La gente arriva e s’informa per Napoli sotterranea, per il Cristo Velato, per il cimitero delle fontanelle, per Santa Lucia, ecc… da frequentatrice non ho ancora avuto modo di vederla tutta, e meno male. Voglio tenermi sempre una scusa pronta per tornare… oltre a quella già valida di incontrarti per caso in qualche vicolo, che già da sé: vale tutto il viaggio. Ciao poeta <3

Elesrispondi
22/01/2017 a 9:43 pm

Che voglia di essere a Napoli a parlare di libri di
traduzioni di quello che ci pare,con Raimondo Di
Maio,nella sua bella libreria in via
Mezzocannone55….

e poi mangiare un buon piatto di pesce

@dryrispondi
21/01/2017 a 9:59 pm

Contagiano sempre i tuoi racconti: che voglia di partire per Barcelona!… io che mi lascio imbruttire nel profondo nord…

Valeria Dell’Annarispondi
20/01/2017 a 11:05 pm

“Vedo”, Erri!

elesrispondi
20/01/2017 a 11:42 am

c’è un fantasma che si aggira in Europa,l’Europa stessa.Signorina invecchiata male,un po’ stordita ,un po’smemorata,china ,troppo china nella difesa dei suoi gioielli,non riesce più a sentire la musica della mescolanza che potrebbe portarle linfa vitale.Così ,esangue,non riesce alzare la testa e si lascia andare alla deriva.Eppure il suo passato ha radici profonde
cariche di futuro……..

susannarispondi
18/01/2017 a 2:57 pm

Anni fa visitai Barcellona mi sembrò la sorella bruttina di una Napoli allora e oggi
città che possiede quel fascino intenso, bellezza vera senza artifici che non può
essere paragonata ad altri luoghi perché è semplicemente unica. Vivo in una città
bella dal mio terrazzo posso ammirare
i monumenti più visitati del mondo, è bellissimo ed emozionante mi giro attorno e
so di essere fortunata, ma non c’è il mare. A Barcellona c’è il mare.

Elesrispondi
18/01/2017 a 12:01 pm

La meravigliosa Napoli,la generosa Barcellona,
città di costa, braccia spalancate sul mare…
e la giovinezza sembra voler tornare ad abitare
Le loro notti e i giorni….piccole luci in un mondo
che pare farsi più scuro,piccole ma importanti
In un mondo che improvvisamente sembra
diventato vecchio,molto vecchio…

La buona allegria a volte può essere contagiosa

Alessandrarispondi
18/01/2017 a 11:48 am

Pienamente d’accordo , ho visitato Barcellona in occasione di una fruttuosa esperienza Erasmus della mia figlia maggiore, citta’ dalle mille contraddizioni proprio come la nostra bella Napoli , voci ‘e creatur,,,, ma attenzione a vedere solo questo lumicino lontano ,sono citta’ dove purtroppo esiste un sommerso ancora presente e se il male contamina piu’ del bene bsogna tenere alta l’attenzione.
Il loro pregio il mare , portatore di brezze di una nuova Europa,,,

Raimondo Di Maiorispondi
18/01/2017 a 11:04 am

Evviva, chi si oppone al coro che guarda indietro, dimenticando che avevamo il fascismo fuori la porta. Bravo Erri De Luca a guardare innanzi, scrutare l’orizzonte possibile e non fermarsi a quello sapientemente addomesticato…

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