Domenica di Pasqua: troveremo sul molo la complessa macchina organizzativa che gestisce gli sbarchi? Il dubbio scompare all’imbocco del porto di Reggio Calabria. Vediamo pronte le magliette azzurre dei volontari cattolici, poi il personale medico al completo, i numerosi funzionari del servizio immigrazione, gli autobus per le successive destinazioni dei seicentoquarantanove seduti in buon ordine sul ponte della Prudence, nave noleggiata da MSF. Mentre si sbrigano velocemente i preliminari necessari, sul molo i ragazzi venuti per aiuto cantano il benvenuto. Non potevo immaginarlo: in un giorno di festa solenne, tutto l’apparato, dal giovane volontario fino alla Prefettura, si muove con precisione tedesca e spirito di accoglienza meridionale. Sul molo c’è il sindaco con diversi assessori a dare il benvenuto ai giovani salvati.
Si può fare. Tenere insieme procedure e senso di umanità. Dalla Prudence sbarcano separatamente donne e poi uomini. Una appena sbarcata guarda intorno smarrita. Una funzionaria di polizia le fa chiedere da una interprete cosa stia cercando. Si tratta del marito. La funzionaria lo rintraccia e si assicura che viaggino sullo stesso autobus diretti allo stesso centro.
Si può fare, si può essere sponda all’altezza dell’ estremo bisogno dei salvati in mare, appena in tempo. Reggio Calabria: ho ringraziato la città in ogni incontro con l’informazione, pure questa presente sul molo. Gli amici di MSF mi dicono che anche  i porti di Trapani e Palermo sono efficienti e generosi. Si può fare. Oggi, Pasquetta, riprendiamo il mare. Mentre scrivo sento il rumore delle ancore issate. Grazie Reggio.
Erri