Grazie Reggio

Domenica di Pasqua: troveremo sul molo la complessa macchina organizzativa che gestisce gli sbarchi? Il dubbio scompare all’imbocco del porto di Reggio Calabria. Vediamo pronte le magliette azzurre dei volontari cattolici, poi il personale medico al completo, i numerosi funzionari del servizio immigrazione, gli autobus per le successive destinazioni dei seicentoquarantanove seduti in buon ordine sul ponte della Prudence, nave noleggiata da MSF. Mentre si sbrigano velocemente i preliminari necessari, sul molo i ragazzi venuti per aiuto cantano il benvenuto. Non potevo immaginarlo: in un giorno di festa solenne, tutto l’apparato, dal giovane volontario fino alla Prefettura, si muove con precisione tedesca e spirito di accoglienza meridionale. Sul molo c’è il sindaco con diversi assessori a dare il benvenuto ai giovani salvati.
Si può fare. Tenere insieme procedure e senso di umanità. Dalla Prudence sbarcano separatamente donne e poi uomini. Una appena sbarcata guarda intorno smarrita. Una funzionaria di polizia le fa chiedere da una interprete cosa stia cercando. Si tratta del marito. La funzionaria lo rintraccia e si assicura che viaggino sullo stesso autobus diretti allo stesso centro.
Si può fare, si può essere sponda all’altezza dell’ estremo bisogno dei salvati in mare, appena in tempo. Reggio Calabria: ho ringraziato la città in ogni incontro con l’informazione, pure questa presente sul molo. Gli amici di MSF mi dicono che anche  i porti di Trapani e Palermo sono efficienti e generosi. Si può fare. Oggi, Pasquetta, riprendiamo il mare. Mentre scrivo sento il rumore delle ancore issate. Grazie Reggio.
Erri

10 Comments

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lucyreply
aprile 21 at 06:04 PM

e poi a dire il vero,
questa pagina
settimanale è
qualcosa di inedito
di assolutamente
originale
È un dire fare pensare
anche un collettivo
meditare
in questi tempi così
difficili da attraversare.

E con Calvino continuare a dire
-cercare e saper riconoscere
chi e che cosa,in mezzo all’inferno,
Non è inferno,e farlo durare….-

lucyreply
aprile 21 at 02:04 PM

oggi the con le amiche:bella giornata di
primavera finalmente..
Grazie Reggio,grazie Erri ….
ma dobbiamo aspettare ancora molto
il tuo prossimo libro?
lo so,lo so la nostra salvezza è sempre
-la vita di un altro-ma anche i libri a
volte salvano la vita….

Valeria Dell’Annareply
aprile 21 at 11:04 AM

“Frutto d’innesto, perchè innestato all’amore…” : tocco Pirandello, già avvisata da mio padre che verrò toccata a mia volta. Soltanto la donna può realizzare questa grande rivoluzione, perchè la “società” diventi quel contenitore adatto alla fioritura del mondo interiore del figlio. Sperare che lei ce la faccia qui non è auspicare che sia debole la porta da sfondare per poter andare poi alla conquista del mondo: so bene che altrove non è più primavera.

mouchereply
aprile 20 at 08:04 PM

Canetti
-E se ci dicessimo:Non esiste un figlio nostro,un figlio è sempre in prestito?-

Valeria Dell’Annareply
aprile 20 at 11:04 AM

Non mi lascia proprio in pace, è venuto a cercarmi e non posso che postarlo in pertinenza con la discussione: in più è senza numeri che feriscano la sensibilità di alcuno o chi è intollerante alle discettazioni matematiche!!!

“A molti può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come un’infezione latente, si manifesta solo in atti saltuari, e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena sta il lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finchè la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo” (Primo Levi)

Valeria Dell’Annareply
aprile 19 at 11:04 AM

Eh già, ci interroga il mondo, ficcato a forza nella scatola della dentiera, sul comò…
A chi farebbe paura mezzo straniero “nella” testa di ognuno, tanto per arrotondare la sua crescita in noi che più di cento non siamo mai, né sinceri né del tutto anonimi, ergo completamente privi di diritti…
Ok, sarò sincera, di quel mezzo, i tre quarti, se ben istruiti, in me sarebbero inutili; il restante quarto mi qualificherebbe come persona informata dei fatti della vita, quella vera, quella che è in contatto, attraverso i sensi, con il mondo reale della scuola, del lavoro, dei sentimenti, delle necessità. In effetti sarebbe troppo il potere che avrebbe in mano un quarto soltanto!
Spaventerebbero di meno 10 figli “in” testa, a cui spiegare come fare a camminare concretamente nella stessa direzione. Quando a Natale, se non è Pasqua, nella testa c’è la giungla e nel cuore la pretesa di essere inquilini privilegiati.
Consentite ad ognuno di voi, e anche a me, un “Minchia”! Intero, però!

Tappino Torinesereply
aprile 18 at 09:04 PM

Io lo so cosa pensano i tanti che scrivono… ‘sì sì, ma poi dove li mettiamo?’. E’ vero , sì, è tutto vero! Siamo invasi! Non ce lo possiamo permettere, cazzo. In un momento di crisi totale poi, perché a noi? Perché proprio noi che quasi non abbiamo da mangiare…? Io non so cosa succeda nelle altre città, ma Torino è letteralmente invasa dall’Africa. Negli ultimi tre anni la popolazione di colore è più che triplicata (te ne accorgi soprattutto nei grandi mercati cittadini). Sì, da qualche parte quelli che sbarcano devono pur andare… e stanno andando ovunque in Italia, perché non hanno scelta: l’Europa non apre le frontiere, sono costretti a vivere di sussistenza italiana qui, col biasimo di chi li guarda bighellonare tutto il giorno qua e là senza aver diritto a un lavoro. ( Oppure, se stanno a sud o in centro Italia, li vedi chinati a raccogliere i nostri ortaggi con stipendi da fame…). Il punto è questo…: CHI DI NOI SE LA SENTE DI LASCIARLI IN MEZZO AL MARE? Anche quelli più fighi, più ispirati dalla Pasqua, ERRI: alla fine, lo sai cosa pensano? ” Minchia! Questo qui ce ne porta altri, ma dove cazzo li mettiamo tutti ‘sti pezzenti, neri o siriani, che poi dobbiamo mantenere noi?” … E avanti, ammettetelo! Ditelo che vi fa paura questa invasione, è sano ammetterlo! Sì: abbiamo paura, perché ci costringeranno a vivere assieme in quartieri e palazzi striminziti con culture diversissime! Con cucine diversissime, che le loro puzzano di spezie e le nostre profumano di aglio! Perché a loro le case e a noi italiani no! Perché ‘chissà quanto prenderanno al giorno per vivere qui gratis! Mentre a noi il reddito di cittadinanza: col cazzo che ce lo danno! ‘… E’ tutto vero gente, mettetevi l’anima in pace: è vero, chi potrà di loro, essendoci la legge Internazionale dei Diritti Umani ( di cui gli italiani sotto Nato non godono) avrà un tozzo di pane, una casa da riadattare e tanta speranza di vivere in pace, e poi forse di spostarsi pure di qui. La domanda è sempre una… Siamo sempre chiamati a uno sforzo non da poco… CHE FACCIAMO? LI LASCIAMO AFFOGARE? Lo so… è una situazione di merda, pensate un po’ a quale puzza di più però. Voi fareste a cambio?
(Scusa tesò… non sono fine. Se puoi rispondi dicendo che stai bene … che state bene). Kiss, Bibi.<3

Albareply
aprile 18 at 01:04 PM

…e così, Erri, la Domenica di Pasqua è stata benedetta da una storia bella come questa. E’ sempre commovente e benefico guardare questi bagliori di luce.

Sylva Cosulichreply
aprile 18 at 12:04 PM

L’invito a venire a Ventimiglia rimane sempre valido, quando vuoi … Sylva

lucyreply
aprile 18 at 12:04 PM

una preghiera laica o
semplicemente una preghiera

lunedì di Pasqua tempo ben speso
anche i giorni che verranno
credo saranno moneta ben spesa

buona fortuna a tutti quelli che si trovano
in mare

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