Il ponte levatoio

Mare – Foto archivio fotografico Fondazione Erri De Luca

In questi anni mi si è guastata la vista del mare. A passeggio lungo una sua riva, vedo la sua superficie come un sudario steso, sopra il quale vanno bare, e non barche, a motore. Il mare è lo stesso, la mia vista no.

L’anagramma di Libia è Alibi, la pretesa di non trovarsi sul luogo del crimine. E’ questo il losco accordo che il governicchio nostrano finge di stipulare con un caporione libico. Per arrestare gli sbarchi dal suo sconfinato litorale. Non è e non può essere un blocco navale, manovra militare che si applica a una nazione nemica. Non è e non può esserlo per la vastità dello spazio da controllare e la pochezza dei mezzi a disposizione.

L’accordo è allora una tangente pagata a una fazione per ostacolare imbarchi. La stessa fazione intasca tangenti dalla mafia degli imbarchi. L’accordo inventa un alibi.

Ma se pure avesse l’impossibile effetto di esaurire le partenze dalla Libia: smetterebbero i flussi?

Dalle mie parti si usa dire a proposito di questo: “Morto quello che faceva i fazzoletti, non ci possiamo più soffiare il naso”. Le migrazioni di azzardo hanno preso, prendono e prenderanno altre vie, altri rischi, altri traghettatori di corpi, la merce più redditizia da caricare a bordo. Accatastati a sardine, scaricati ovunque, anche alle onde come la zavorra, sono merce pagata in anticipo e non alla consegna.

Il governicchio nostrano armeggia accordi sopra carta straccia, sparge nebbia e inventa nuovi iceberg sulla rotta. I perseguitati in terra e in mare continuano la loro corsa a ostacoli cercando di sottrarsi al fatturato perdite dei Titanic, colati a picco a flotta nel Canale di Sicilia.

Solo il mare ha la misericordia di tenere calato il ponte levatoio che i governi cercano invano di tenere alzato.

Erri De Luca

10 Commenti

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Elesrispondi
11/02/2017 a 1:02 pm

E quando si riesce onorare i morti
Dare loro sepoltura
Un modo per onorare anche i vivi.

ambrarispondi
10/02/2017 a 10:14 pm

Non solo il mare tiene calato il ponte levatoio, anche Cédric Herrou, il contadino della Valle Roya, che oggi ha vinto con la sua ribellione umanitaria.
Il suo governo ci ha provato, a farglielo alzare, il ponte.
La parola contraria, un’altra volta, non è stata sconfitta!
Iostoconerri. Iostoconcédric.

danielarispondi
13/02/2017 a 10:10 pm
– In risposta a: ambra

Sólo le pido a Dios que el dolor no me sea indiferente, que la reseca muerte no me encuentre vacío y solo sin haber hecho lo suficiente.

Valeria Dell’Annarispondi
10/02/2017 a 1:12 pm

E’ lo strabismo verticale dei Grandi, che mi preoccupa. Il dirottamento verso la rotta adriatica.

Elesrispondi
10/02/2017 a 4:55 pm
– In risposta a: Valeria Dell'Anna

Grandi?no grandi

Elesrispondi
08/02/2017 a 10:08 am

E Aleppo?e la Siria ?e i prigionieri nelle carceri siriane?è una parte di mondo che non ci riguarda più? Il mondo di nuovo diviso in blocchi?

Elesrispondi
07/02/2017 a 2:51 pm

C’è anche il ponte di Kafka
-una volta gettato,un ponte non può smettere
di essere ponte senza precipitare.-
Ma il passo che si ode è forse quello di
Marine Le Pen?

Sono solita leggere tre giornali.
Solo l’Unità riporta le critiche del mondo
del volontariato.

Io vorrei essere là cantava Luogo Tenco

elesrispondi
08/02/2017 a 9:49 am
– In risposta a: Eles

Luigi Tenco anche se luogo Tenco

significa molte cose in fondo

da riascoltarlo tutto

Tappino torineserispondi
07/02/2017 a 12:34 pm

Alla Libia come all’Italia è toccata la sorte di fare da punti di attraccaggio di un passaggio ideale, la prima imbarca vite dopo averle defraudate, maltrattate, recluse e violentate. La seconda allunga la mano fin dentro l’acqua (che non si capisce se sappia più di sale o di lacrime ormai) per tirarne a riva il più possibile. A questo spettacolino assistono dalle rive sicure delle loro bandiere, nazionali e non europee, molte facce di culo titolate, che non fanno manco più la figura di antipatici spettatori a bordo strada , di quelli che commentano disastri occasionali permettendosi pure il solito “ io avrei fatto”, “io avrei detto…” , no. Sono i peggiori. Sono quelli che potrebbero agire con proprietà materiale e diplomatica ma che invece, dopo una lunghissima attesa di interventi pratici, bacchettano tanto l’Italia affinché rispetti l’accordo di Schengen quanto la costa della Libia per scacciare, col bastone dell’occupazione marittima, i prossimi disperati dalle coste europee.
Ci riprovano col vecchio metodo, ricacciare. Toccherà anche a noi di far la figura degli spettatori del disastro, e non ho dubbi, come te, che le tariffe per passare quel braccio di mare saranno ancora più ‘salate’ ( e dagliela col sale!) oltre che più pericolose. Aiuto: Il ponte sta cadendo, ma mica ho ben capito chi ne scardinerà prima gli attracchi, se la Libia per convenienza o l’Italia per codardia .
Ciao Poeta <3

ambrarispondi
08/02/2017 a 10:42 pm
– In risposta a: Tappino torinese

Solo il mare tiene calato gratis il ponte levatoio, mentre gli uomini intascano il pedaggio per non alzarlo.

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