Nauz

Coi giorni di primo freddo invernale si affretta il tempo di macellazione del maiale. È il culmine di un’usanza millenaria, rimasta nel solo Cristianesimo, esclusa dagli altri due monoteismi diramati da Abramo.
È un rito antico di squartamento e accantonamento di provvista familiare, a coprire l’annata.
Roberta Dapunt, poeta, amica, scrive “Nauz” ( editore Il Ponte Del Sale). Nella sua lingua, il Ladino di montagna, nauz è la mangiatoia. Roberta scrive nei suoi versi la trasfigurazione in sacrificio di un’usanza, l’opera di addetti scrupolosi che svolgono in silenzio un giorno di lavoro e ricorrenza, da prima a ultima luce.
Non ho assistito a una maialatura, ne conosco i risultati in tavola. Sono grato a Roberta di avermi fatto stare accanto a lei e a coloro che praticano il rito aspro e sapiente, che fa inorridire il cittadino senza togliergli l’acquolina in bocca.
Erri

35 Comments

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Gianni Runcoreply
martedì at 09:12 AM

“Avete mai sentito le grida che vengono da un macello? Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa ultima paura dell’animale che muore” – Tiziano Terzani dal libro “Un altro giro di giostra”

Valeria Dell’Annareply
martedì at 03:12 PM
– In reply to: Gianni Runco

Impediamo il dilagare di allevamenti intensivi che non badano alla salute dell’animale ma al guadagno proveniente dai grandi numeri. Ma non si può sterilizzare un intero regno animale, compreso l’uomo, per evitare la distruzione di un intero ecosistema e l’implosione del cervello umano.

((ivano))
mercoledì at 09:12 PM
– In reply to: Valeria Dell'Anna

………amen………

taminareply
domenica at 09:12 PM

vi prego di guardare la lezione di un maestro: Ezio Bosso.
cercatelo ( rai tre.)
un incanto stasera alle 8 e 30.

ambrareply
lunedì at 02:12 PM
– In reply to: tamina

Vero. Non è la prima volta che lo ascolto. Ed è sempre una lezione di vita.

lucyreply
sabato at 11:12 PM

I tempi sono questi,difficili a-venire,cerchiamo di
riempire, lo spazio che incontriamo, dandoci una mano,
una buona mano.Cerchiamo, se riusciamo, di comportarci
bene,almeno……. un po’…abbastanza……….Poi forse sì,
un giorno, misureremo la distanza………………………………

Tappino torinesereply
sabato at 09:12 PM

Destinare la poesia alla mattanza del bestiame per il fine anno … 😀 questa poetessa dev’essere una persona particolare, molto legata al territorio. A quelli che (leggo) si sconvolgono tanto da questa antica usanza, dico che certe pratiche alimentari sono santificate dalla fame dei secoli della povera gente… uccidere un animale non è mai atto semplice. Li vedi nascere, li nutri, li tratti con amore e poi, per necessità , li usi come alimento. Così era, così è. Sì, per i più fortunati oggi c’è la scelta alternativa di non mangiare questo e quello, appellandosi a nuove culture alimentari e a pregiudizi che risuonano più come scrupoli di coscienza vacui. C’è poesia invece, nel radunarsi in un momento serio dell’anno contadino, fatto di raccolte, spremiture, lavoro e condivisione. E anche nella spartizione di un cibo nobile, quello delle feste e delle ricorrenze anche religiose, che è sì un sacrificio e in quanto tale va rispettato, per tradizione civile, per onorare il ricordo di chi non può più condividere, per la convivialità che da esso emerge. Un po’ più di comprensione umana non guasterebbe. La mia solidarietà alla poetessa della tradizione campestre. Ciao Erri <3

sherry waireply
sabato at 01:12 PM

che clamore è diventato questo spazio contenitore….poche parole e si scatena Babele.M,Gualtieri scrive
-L’animale chiamato DIO
è una larga intesa
fra tutte le cose.E’
un modo del respiro,un’attesa
in pacifica quiete.-

ancora
Caino
Io volevo solo un po’d’amore
che la mia offerta fosse accolta volevo.
Un segno anche modesto che dicesse,
va bene,così va bene.Il tuo fare è buono,
buoni i suoi frutti.La mia fatica
immensa-

Si pensa a tante cose,pur sapendo che Utopia è morta,
si pensa ad altre città ,al mondo che verrà che, in nome
di Abele, possa essere meno crudele.Si chiamerà B’Abele
luogo di contraddizione,sì,anche di conflitti ma pieno di dialoghi
fitti e fecondi che salveranno la terra da un ultima e definitiva guerra

ambrareply
sabato at 12:12 PM

Erri, se per una volta (ma non penso!) t’è venuto il ghiribizzo di leggere i nostri commenti… piantala subito e concentrati sulla pagina di poesia che attendo di godermi martedì. Grazie

Valeria Dell’Annareply
venerdì at 10:12 PM

Dovrei nutrire con croccantini di verdure il mio cane, e poi potrei chiedergli un confronto alla pari sulle responsabilità e sui sollazzi. Prevedo dissertazioni e disertamenti. Potremo anche essere reciprocamente coerenti davanti alle noccioline e alle mele. Ma non prevedo una buona nocciolinatura, per quest’anno! ci vuole un po’ di più per fare cultura e tradizione. Se però il sacrificio diventasse sinonimo di incorporazione mangerei senza parlare tanto, visto che si combatte con la morte…

Ninareply
venerdì at 09:12 PM

Boragine?caro ivano dovresti darmi la mano…
Ancora meglio prenderla tu la boragine del buon Gesù

((ivano))reply
venerdì at 10:12 PM
– In reply to: Nina

………………non la mano ma vo’ dritto al cuore di chi mi ama … ogni volta … per i raviolotti di boragine che gli van giu pel gargarozzo ch’è na meraviglia, bagnati … ogni volta … come sapete, poi, digerirli sotto lenzuola passionarie………………ma divaghiamo nel pandemonio, così lontani ormai dai miglioi nauz invocati e dai mattatoi che pure il mio norcino frequenta e che, sovente, accompagno per riempirmi … ogni volta … le froge di quel meraviglioso olezzo di sangue e merda che evocano assai “la terra più del paradiso”…………

((ivano))
sabato at 07:12 PM
– In reply to: ((ivano))

non conoscevo roberta, pertanto grazie erri, davvero, ma non è tutto che no, anzi, come vladimir per lilija, col cranio ricolmo di versi brindo però io a questa sontuosa femmina agreste, e tu, erri, che le sei stato accanto, dimmi : che odore ha ? ed io, che adesso davvero son certo, voglio sposarla e non so’ mai come si fa
((prosit))

nico-tinareply
venerdì at 03:12 PM

hai ragione Nina,se penso a tutte le sigarette che fumo….ho deciso:non aspetterò il nuovo anno per la riduzione del danno.

ninareply
venerdì at 02:12 PM

Vedo Erri al pranzo di Babette.In mano un bicchiere di buon rosso piemontese o sudtirolese.
Buon cibo,bella conversazione,buon vino,tanti ricordi e confronti coi nostri tempi ritorti.
-Scrivo per vivere meglio le abitudini della mente-

Mentre io mangio i soliti gnocchi in bianco e mi dico _sono un incanto_ con il burro e il parmigiano-reggiano.
Lo penso veramente.Non si riesce mentire al corpo,forse ,più alla mente spesso o quasi sempre ,inconsapevolmente

((ivano))reply
venerdì at 07:12 PM
– In reply to: nina

…….ohi nina……cara…….procurati foglioline di boragine che col burro e la grana divinizzano pure le pustole di un rognoso!!

ambrareply
venerdì at 10:12 AM

Erri, lo so che non era tua intenzione scatenare questo pandemonio…

((ivano))reply
venerdì at 01:12 AM

-la coppa-((dedicata a tutta questa bella gente))-la coppa-> dopo aver messo a bollir l’altera mezzamanica e magari … di là … soffusi … in salotto … vanno i brandeburghesi di giovanni sebastiano … nella cuccumella generosamente cosparsa di divina ricotta ((dedicata a tutta questa bella gente pure la ricotta)) deponete a cuor leggero l’egregia coppa che il buon norcino, dietro vostra precisa, inesorabile, categorica e puntuale raccomandazione, avrà affettato fiiiiiiiiiiiiiiiiinafinafinafinafina. insomma: fina! deposta l’egregia su tal giaciglio divino, con lo sbattitore che fate? sbattete cocche. sbattete cocchi. sbattete. sbattete. sbattete e aggiungete, sempre a cuor soave, uno due mestolini d’acqua oramai stemperata dai rilasci dell’altera da scolar ((a me piace così)) “crudognola” ((anche invocarla)). manco a dirlo : mantecate il tutto con poca erbetta cipollina sminuzzata fiiiiiiiiiiiiiiiiinafinafinafinafina ; prodighe grattugiate di sontuoso parmigiano e … tocco finale … leggero … soave anch’esso per quel tantino che basta e non guasta … di pungente noce moscata. durante il pasteggio bagnatevi con un rosso delle langhe, a me il barbaresco fa sognare e … godetene tutte, tutti ((meno che trump)) daje

Nord-estreply
giovedì at 10:12 PM

L’immagine è perfetta nel dar conto della situazione di oggi a Gerusalemme.
Pura coincidenza. A volte succede

Nord-estreply
giovedì at 10:12 PM

Nauz.

Lucyreply
giovedì at 09:12 PM

Mentre un sole nero cerca di alzare la testa

Lucyreply
giovedì at 09:12 PM

Il vento dell’est….mi manca

nico-tinareply
giovedì at 09:12 PM

non sono vegana nè vegetariana,non amo la carne ma non sono talebana.
Più della maialatura sono inorridita dalla dissennata incrinatura, ostinata e crudele,
di un re maiale,lo ritengo tale senza sentirmi in colpa,che vuol prendersi la polpa,
quel poco che ne resta,a un popolo che non è più in festa da molti anni ormai.
Il mondo si è improvvisamente allargato in modo vacuo, poi addensato in grumi pericolosi.
Negli anni sessanta eravamo, in qualche modo,attratti dall’America,dopo tanto sangue qui.
Ci sembrava meravigliosa,nuova ,con meno ipocrisia .E’ bastato poco,il tempo ha accellerato.
Oggi siamo abbastanza tristi e ancora di più lo è la danza che danziamo senza grazia,
sul bordo ormai dissolto, sbiadito,smangiato di un meridiano pallido qualunque esso sia.
L’Occidente sta rischiando molto se perde,in modo così fatuo,il suo orientarsi a oriente.

Trump più penosamente trump di sempre.

Giulireply
giovedì at 04:12 PM

Da bambina ho udito l’urlo, e non l’ho ancora scordato, sono vegetariana da più di trent’anni e non provo mai il desiderio di mangiare carne. Anche a me dispiace questo articolo.

ninareply
giovedì at 02:12 PM

Il linguaggio
ti traduce e
ti tradisce
quasi sempre,
se non sei un morto vivente

Gianni Runcoreply
giovedì at 07:12 PM
– In reply to: nina

Vi consiglio di andare a visitare un macello altro che poesie!!!

ninareply
giovedì at 01:12 PM

Nauz-mangiatoia.
Le parole hanno le ali,attraversano i muri.Suoni brevi,suoni gutturali
o dolci strascicanti.Nauz ,me lo ripeto in testa,incanto a non finire

per chi sa ascoltare,

Foresta di parole foresta intelligente
quando nutre il corpo e la mente.

Perchè i poeti non sono solo tristi creature anche loro ,come Gesù,amano i banchetti con gli amici.

est-ovestreply
giovedì at 01:12 PM

e poi ….parole chiare certi vegani sono talmente rancorosi……di un rancore che ,nel tempo,diventa rancido guasto vecchio.(spero non sia il tuo caso)

Lucyreply
giovedì at 01:12 PM

Di sicuro non mi accoppo con la coppa di maiale.
Non voglio in nessun modo stare male.

lucyreply
giovedì at 01:12 PM

caro Gianni

lucyreply
giovedì at 01:12 PM

come dire -mangiamo solo polpette di cavolo-

lucyreply
giovedì at 12:12 PM

Come dire di non leggere le fiabe,caro Gianni.E forse in questo caso .è un paragone piu giusto.Più Andersen meno Rimbaud

lucyreply
giovedì at 11:12 AM

Il poeta sa usare il bastone e il coltello.Rimbaud direbbe_ Scusi il gioco di parole.IO è un altro.Tanto peggio per il legno che si ritrova violino-

Gianni Runcoreply
giovedì at 11:12 AM
– In reply to: lucy

“Fino a quando ci saranno macelli, ci saranno campi di battaglia. Il vegetarismo non è soltanto una lotta contro la barbarie ma il primo gradino di un progresso spirituale.” Lev Tolstoj

Gianni Runcoreply
giovedì at 11:12 AM

Mi dispiace che uno dei miei scrittori preferiti trovi qualcosa di poetico in questo rito primitivo e sanguinario!!!

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