Nido

La lingua tedesca ha il vocabolo “nestbeschmutzer”, sporcatore di nido, persona che denigra e insudicia il proprio luogo con azioni, parole, omissioni.
Tra chi guasta solo, aria, acqua e clima di convivenza, e chi tiene pulito il proprio ambiente e le relazioni coi vicini, si svolge una contesa silenziosa e totale. Non si affrontano in piazza, non c’è urto frontale, ma una polarità di comportamenti opposti.
La politica non se ne accorge, incapace di trattare l’etica personale che coinvolge il sentimento della dignità, praticata da una parte e calpestata dall’altra. Così aumenta l’astinenza dal voto, manifesta dissociazione dall’andazzo.
La gioventù se ne va in esilio o resta a casa in limbo, parola latina che indicava bordo, orlo, e ora è parcheggio di anime in attesa.
Dei governi che si sono succeduti negli anni recenti, il presente è il seguito aggravato degli sporcatori del nido Italia. Non solo per metafora: a Taranto in meno di due anni i livelli di diossina sono aumentati del 916 percento.

A contrasto brulica sotto la superficie dell’informazione appiattita,  la vitalità di persone di buona volontà, che offrono appoggio gratuito al proprio ambiente. Non sono supplenti, perché sono migliori dei servizi che sostituiscono, lasciati decadere dai tagli di spesa.
Questa opera fitta, generosa è la migliore legittima difesa di una comunità che resiste alla decomposizione tenendo insieme le sue fibre, facendo società.
Legittima difesa all’opposto è il progetto legge da spaventapasseri, che vuole consentire una più larga licenza di violenza privata.
Paradosso grottesco è che lo sproposito provenga dal ministero degli Interni, preposto all’uso della forza pubblica. Dichiara così rinuncia alla protezione dei cittadini: che si difendano da sé. Il nido si insudicia di cartucce in dotazione a pistoleri domestici.
Legittima difesa della vita civile è invece il volontariato italiano, il più diffuso del mondo, primato silenzioso e insuperabile.
È questo a tenere pulito il nido, come fanno le margherite con il prato.

3 Comments

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Tappino torinesereply
Marzo 06 at 07:03 PM

Caro poeta, inizi con una parola tedesca il tuo racconto. Condensa bene il significato intricato che hai slegato nel testo, eppure non riesco a digerirlo; mica per colpa della lingua tedesca, che so essere antichissima e degna di molti interpreti che l’anno abitata; è che dopo aver studiato molto il ‘900 purtroppo quel che trovo sporcato è proprio questa lingua, ed è inutile che ti spieghi il perché. Vabbuo’, forse mi passa o forse no, ma a casa mia per ora quella lingua deve fare i capitomboli per entrare. Scusa il preambolo, anche perché hai toccato più temi grazie a quella parola e vale la pena di commentare , specialmente perché mi toccano da molto vicino gli argomenti: i ragazzi che emigrano (li vedo ogni giorno all’università, pronti a spiccare il volo…e io ho una nipote che ha 19 anni…) , Taranto affogata dagli scarichi Ilva (e i miei sono pugliesi), la solidarietà civile (la mia famiglia collabora con la Chiesa da diversi anni, io sostengo cause civili da.. sempre). Sporcare il nido? Ancora poco, come sempre sei marcato e delicato… io ho solo una sequenza di KTMRT, quando penso a chi dovrebbe far qualcosa e invece si gratta, girando pure la testa altrove. Oppure perde volutamente tempo in caxxate come la legittima (legittima?) difesa o il TAV per non occuparsi dei veri problemi. Che dire? E’ il tempo del NO. C’è chi si esalta per l’impeto di democrazia di chi domenica si è recato a votare il candidato alla segreteria PD; in realtà ci sarebbe da mettersi a piangere, visto che 1,6mln di persone è una fava su 60 mln! ( toh: metti 40 mln di aventi diritto? Dai.) , per uno con la faccia da formaggino, ex renziano, che promette e spende parole come avesse vinto il Nobel, e invece ha tra le mani la fuffa della noia domenicale di chi, non avendo soldi per il cinema, è andato a mettere una croce che non serve a un caxxo (l’ennesima). ( Di conseguenza i talk show sono strapieni delle solite facce di … che suonano sempre la stessa canzone, una noia pazzesca. Hai notato che cambiano i cxli sulle sedie ma le baggianate che sparano sono sempre le stesse?). NO per tutto, dicevo. Vuoi il lavoro? NO, c’è il reddito di cittadinanza! Beccati 780€ al mese, ma solo se hai: l’occhio di vetro, la gamba di legno, il nonno in carriola e la casa in fiamme (e vedi di fartelo bastare e? vuoi mica campare in modo degno, con un lavoro normalissimo? No, ti dico io con quanto devi vivere). Vuoi un ambiente sano? NO cz, dobbiamo far girare la fabbrica qui! E se respiri male vuol dire che ‘stai sbagliando stili di vita’ tu ( nrd. Ministro della Salute B.Lorenzin, nella Terra dei Fuochi, 2014!). Vuoi sicurezza? NO, non abbiamo i soldi per tutti ‘sti gendarmi. Comprati una pistola e non rompere i coglioni. Vuoi il TAV? Sì sì, che quello mi serve per far cassa… che tanto non si farà un caxxo, ma quando ve ne sarete accorti io avrò già la villa in Costa Azzurra. E’ l’era del NO, e il nido nun ce sta cchiù, s’hann futtùt pur chill. Meglio per i giovani fare come gli uccelli migratori, e stare il più possibile in un luogo amico, neutro fuori dal limes italico, finché non passi l’ondata di merda che ci ha colto. E per chi rimane qui, più avanti con l’età… che resista per loro. Perché in fondo un po’ ce lo meritiamo, non avendo ostacolato abbastanza questi disgraziati…ricostruiremo per loro un nido di ritorno. Fresco e pulito come meritano; e magari troveremo in Italiano un termine degno della loro fiducia. Ti abbraccio tanto, baci, B.

Valeria Dell’Annareply
Marzo 06 at 06:03 PM

Lo stesso vocabolo, altrove, in altri nidi più vicini a noi, sottolinea il nome e la sindrome dell’ultimo nato mettendo in ombra dinamiche preesistenti nel nido e determinanti di un destino non scelto…
Perché, se c’è almeno un argomento su cui essere d’accordo, allora quello è un nido vitale e, prima di lasciarlo, l’ultimo della nidiata provvederà a mantenerlo pulito nella eventualità che vi si possa fare ritorno. Ma pure ritornando sull’argomento, il punto resta sempre quello: perché essere più pulito e migliore di quanto non si è stato nel proprio nido, se anche altrove non è possibile togliersi di dosso il sospetto di avere tutto da solo insozzato il nido?

elesreply
Marzo 05 at 11:03 AM

Proprio ieri sera pensavo
-La casa è il luogo da cui si parte.Man mano che invecchiamo
il mondo diventa più strano,la trama più complicata
di morti e di vivi-Eliot
Penso alle case della mia vita che ancora mi seguono.Questa che abito ora sarà l’ultima prima del trasloco definitivo.Cosa rimane in me come un nocciolo duro?
Un sentimento di amicizia per il mondo che ci ospita,La terra desolata è un problema che riguarda il mondo intero come ha ben capito Greta Thunberg ,margherita nel prato.

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