Il profumo del cirmolo

Circa tre anni fa mi trovavo a Belluno per un incontro pubblico e in piazza c’era un’esposizione di scultori in legno. Ognuno aveva un suo posto e si assisteva alle lavorazioni eseguite sul momento. Mi fermai accanto a uno degli artisti, coetaneo all’incirca. Parlammo e mi venne il desiderio di comprare una sua opera, fatta…

Fantasmi

Sono cresciuto in una città che raccontava fantasmi, inevitabili come fenomeni naturali e ho imparato a conoscerli. Le loro storie ascoltate erano testimonianze di incontri, apparizioni, nitide come le visioni delle febbri. A riscontro c’era il silenzio compatto di chi ascoltava, col fiato ridotto al minimo, i sensi dilatati a percepire. L’invisibile si manifestava e…

Come le gocce

Visitando luoghi lontani, incontrando facce di popoli intenti in differenti usanze, con altri abiti, linguaggi, alle prese con diverse povertà, mi capita di sentire meglio l’appartenenza alla molteplice varietà di una singola specie. Mi capita di avvertire materialmente l’uguaglianza, che di solito è il sostantivo astratto previsto dalle democrazie.  Nei luoghi lontani l’uguaglianza è per…

Mostar

Dicono che c’erano i ponti e che sotto passava la Neretva come un cavallo verde che aveva molte selle. La più bella era bianca, di pietra “tinelia” e così alta che pareva una mezza luna. Così gli innamorati a Mostar avevano due lune per andarsi a baciare. Quando c’entrai la prima volta, era l’inverno del…