Nei primi decenni dopo la guerra il Partito Comunista Italiano, allineato con l’Unione Sovietica, ripeteva a ritornello in ogni manifestazione lo slogan “Via l’Italia dalla NATO, via la NATO dall’Italia”.
La fine dell’Unione Sovietica cambiò i connotati al partito satellite, cadde la posizione contro il patto Atlantico.
Un suo dirigente dovette andare negli Stati Uniti a confermare la nuova linea. Per questi meriti divenne presidente della repubblica. Fu cancellato il nome “Comunista” dalla sigla del partito.
La cronaca delle attuali vicende politiche sembra scritta da uno sceneggiatore ubriaco. Di recente ha fatto dichiarare a un presidente degli Stati Uniti di voler uscire dalla NATO.
Come un re che vuole abdicare perché irritato contro i sudditi.
C’è un’aria da baraonda in giro per il mondo, ogni suonatore improvvisa un suo pezzo solista. E s’intraprendono azioni militari senza dichiarazioni di guerra, a sfoltimento di arsenali esuberanti.




