Costituzione ed obiettivi

La Fondazione Erri De Luca è stata costituita a Roma il 1 luglio 2011. Non ha scopo di lucro e persegue finalità di solidarietà sociale avvalendosi di diversi strumenti comunicativi abbinati alle diverse discipline artistiche.

Tra i principali obiettivi della Fondazione, appoggiamo e seguiamo progetti collegati alla migrazione. Aggiornamento e conservazione dell’archivio dello scrittore Erri De Luca nell’ambito della regione Lazio, dove lo stesso archivio ha sede stabile.

Scopo della Fondazione

La Fondazione ha per scopo la partecipazione ai grandi cambiamenti della nostra epoca. I grandi flussi migratori, il momento storico del Mediterraneo, la funzione dell’Europa: la Fondazione promuove la raccolta e la condivisione di testimonianze, dalla narrativa, alle scoperte scientifiche, al cinema, al teatro, alla musica, all’arte. La Fondazione intende contribuire alla conoscenza dei fenomeni e delle esperienze concrete attraverso le sue attività e sezioni.

Per il perseguimento dei propri scopi la fondazione si propone di:

  • Raccogliere e organizzare il corpus dei materiali autografi e a stampa esistenti e di redigere un catalogo generale dell’intero patrimonio, la digitalizzazione dei manoscritti e altri materiali originali dell’autore
  • Costituire la biblioteca (opere originali dell’autore,traduzioni e studi critici)
  • Promuovere mostre e manifestazioni, materiali documentari, convegni, seminari di ricerca, conferenze, rassegne cinematografiche, volte a diffondere e a approfondire lo scambio interculturale tra le persone secondo la visione di Erri De Luca
  • Stimolare, raccogliere, amministrare e distribuire le risorse intellettuali locali, italiane ed internazionali attraverso la collaborazione con organizzazioni, accademie ed enti o individui che operino nel mondo della cultura per lo sviluppo o la riscoperta di risorse creative, di tecniche espressive e di comunicazione, anche anche mediante lo scambio di informazioni sui temi che caratterizzano il dibattito e la crescita umana contemporanea
  • Individuare e sviluppare gli strumenti e reperire i mezzi, anche finanziari, per la diffusione, la comunicazione, la catalogazione e la conservazione, anche in funzione di promozione delle attività letterarie, produttive, di educazione e formazione delle nuove generazioni, di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico, di tutela dei caratteri ambientali e delle attrattive naturali e artistiche dei luoghi e di qualificazione e opportunità ricettive turistiche ad ogni livello territoriale.
  • Creare le occasioni e gli strumenti per migliorare la crescita umana, psicologica e culturale, valorizzando le capacità creative, professionali e relazionali e favorendo lo scambio reciproco di valori ed esperienze personali
  • Funzionare come centro di scambio di informazioni e di idee e come laboratorio per la ricerca e la soluzione di problemi operativi ed amministrativi nei campi sopra descritti per i singoli, le comunità, gli enti e ogni organizzazione interessata
  • Istituire un premio annuale da assegnare a una tesi di laurea o di dottorato che interessa l’opera e la figura di Erri De Luca
  • Costituire, ordinare incrementare presso la propria sede una raccolta di materiale documentario originale, attraverso donazioni, lasciti, acquisizioni

Per informazioni scrivere a fondazione.erridl@gmail.com

41 commenti

  1. buonasera, sono una prof di liceo e spesso ha portato nelle classi le parole e le azioni concrete di Erri De luca, come una testimonianza, come una speranza, come un confronto denso di cui le nuove generazioni hanno bisogno. Sarebbe possibile concordare una incontro dell’autore con le classi ed i docenti del liceo dove lavoro? (che per questioni di privacy non scrivo qui , ma è in Campania…). I ragazzi ne sarebbero felicissimi ed anche tutta la comunità scolastica. Grazie comunque per quel che fate ( “creare le occasioni e gli strumenti per migliorare la crescita umana, psicologica e culturale, valorizzando le capacità creative, professionali e relazionali e favorendo lo scambio reciproco di valori ed esperienze personali” ) .

  2. Buongiorno e’ possibile recarsi presso la Fondazione per prendere visione dei vecchi giornali di Lotta Continua? Marco

  3. Vorrei mettermi in contatto con la Fondazione, dove posso trovare i contatti? Sul sito non sono riuscita a trovarli.
    Grazie mille

  4. Buongiorno,
    forse non è la pagina giusta per inviare questa domanda ma:
    è possibile conoscere o acquisire il testo integrale delle motivazioni della sentenza di assoluzione? Ho cercato sul sito del Tribunale di Torino ma senza esito positivo…
    Grazie di quanto potrete

  5. Monsieur De Luca,
    Hier je vous ai croisé, rue des Abbesses, à deux pas du square Jehan Rictus.
    Je venais de quitter l’un des des plus attachants écrivains du XIXe siècle, et je croisais l’un des plus attachants d’aujourd’hui.
    Je ne vous ai pas salué. Je n’ai pas osé. Je le fais maintenant.
    Et je vous remercie.
    D’être.
    Paul.

    • Sorry dear Paul,
      We just controlled the spam and we saw your message. Thank you for the beautiful words 🙂

  6. mi congratulo con il Prof E. De Luca per l’assoluzione , e’ stata una persecuzione inutile e di basso conio, dobbiamo cambiare la mentalita’ della magistratura e immettere elementi nuovi.
    Auguro le cose migliori, con ammirazione, Anna Passagrilli

    • Grazie Anna del suo messaggio e della sua attenzione, anche da parte di Erri De Luca

  7. salve a tutti, ma una vostra mail della fondazione o di erri de luca è possibile averla grazie mille. E’ per un evento/incontro di cui vorrei parlarvene.

  8. Noi stiamo con Erri De Luca

    (Comunicato stampa di Sabrina Battista e Ferruccio Nobili portavoce dell’Altra Europa con Tsipras Roma)

    In un processo che odora di altri tempi Erri De Luca viene imputato di “istigazione a delinquere” per aver denunciato lo scempio ed il sopruso della TAV in Val di Susa e per aver difeso il diritto alla resistenza del popolo valsusino.

    Se questo è un reato arrestateci tutti e tutte!

    Rivendichiamo con Erri di essere persone libere che vogliono combattere da disobbedenti per difendere i diritti di quella comunità, che sentiamo nostri, contro chi per denaro è disposto a mettere a repentaglio la nostra salute, a sventrare montagne a mortificare ed uccidere i territori ed i loro animali.

    Ci dispiace che solo pochi intellettuali abbiano alzato le loro voci contro l’odiosa rappresaglia contro Erri De Luca, forse troppo impegnati a fare il coro ai potenti di turno.

    Non ci fermeranno giudici e polizia, non ci arrenderemo alla violenza dello stato.

    “Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo contengono” (B. Brecht)

    Noi stiamo con Erri De Luca

  9. Buongiorno. Volevo dire che la pagina su Wiki è stata modificata e tolta la notizia falsa principale che era presente, originata da una diceria diffusa da vari articoli sulla rete, ma nata da un libro di Giuseppe Cruciani del 2010, dove si indica anche De Luca tra i firmatari di una petizione per Cesare Battisti, erroneamente. http://www.ibs.it/code/9788820048662/cruciani-giuseppe/gli-amici-del.html Link del libro, che riporta l’erronea notizia.

  10. Con Marenostrum preghiera laica Erri dimostra che la poesia e’ polvere sottile che si leva quando Dio tace.
    Con profonda stima…da sempre

  11. Felice di entrare nel mondo di Erri De Luca e complimenti per come riesce ad entrare nel nostro mondo……..Mani e mani si allungano ad abbracciare il suo profondo respiro di Libertà e Amore!

  12. Ieri mia figlia è partita per la Sierra Leone dove, nel centro di Emergency, farà parte del team che cura i malati ebola. Ti ringrazio x la tua sensibilità verso questa associazione che lavora per gli ultimi della terra. Ci siamo conosciuti a Cortona, alcuni anni fa, durante la presentazione di un tuo libro. Ciao Anna

  13. oooopppsss forse ho sbagliato sito, nessuno scritto da farti leggere, solo un urlo.
    CHECCAZZOFAMO? io non sono infermiere non ho competenze in merito però posso mettere in piedi qualcosa, un buon muratore idraulico elettricista e carpentiere. Posso risolvere alcuni problemi logistici, e molti folli come me seguirebbero un progetto folle….. se qualcuno lo tirasse fuori dal cassetto degli antenati.

  14. ciao Vecchio. Mi manchi, o forse manchi al mondo.
    Le cicatrici, i ponti, mancano.
    Solo Strada rimane, Ebola persevera consapevole chenuncontancazzo senoicisiamo.
    Checcazzovolemofà?
    Ripeto.
    MANCHIALMONDO.

  15. Salve, sono dispiaciuta oltremodo, di essermi trovata troppo stanca, tanto da aver perso la cognizione del tempo ed essermi perso il suo appuntamento all’inaugurazione del teatro ex Enaoli, in via di torre spaccata, a Roma la settimana scorsa? Che occasione unica!!! Come posso incontrarla, se è possibile?
    Fiduciosa le porgo un caro Saluto con viva ammirazione e profonda stima.
    Tina Russo

  16. ‘Bizzarrie della Provvidenza’, Erri De Luca racconta la follia dei profeti

    Intervista a Erri De Luca di Gerardo Picardo (Adnkronos)

    Voci e storie da cogliere sui sentieri dell’umano. C’è un senso da scoprire anche nella ‘Posa dell’ultima pietra’ della Torre di Babele. Quella costruzione raggiunge la sommità, ma non i cieli: “La strepitosa fabbrica, la più folle edilizia, ha fatto fiasco. I cieli non sono alla portata. Però che bell’effetto secondario: l’umanità dimentica di guerra, a radunare pietre invece di scagliarle”. Sono i versi di Erri De Luca nel suo nuovo libro, ‘Bizzarrie della Provvidenza’, da oggi in libreria, edito da Einaudi. Un viaggio nel cuore dei ‘Nebiim’, i profeti. Quegli uomini saggi e visionari, metà santi e metà eretici, che camminano tra altari e sorgenti, seguendo il sole, “compagno anarchico del mondo”.
    “Nella storia sacra – spiega De Luca – la divinità manda allo sbaraglio i suoi portavoce, li scaraventa a palla persa in mezzo a nemici e forze soverchianti. Vedi per esempio la famosa frase ‘Una voce chiama: nel deserto aprite una pista per Iod/Dio’. Non in un bel centro abitato, ma negli spazi desolati e ostili va inaugurata la novità del monoteismo. Nella storia sacra ci sono continui esempi di estremismo della volontà che io chiamo affettuosamente da non credente le bizzarrie della provvidenza”.
    In effetti la bizzarria si scosta dalla consuetudine. L’imbizzarrito, rimarca lo scrittore napoletano che inizia le sue giornate masticando sapienza ebraica, “è uno sconosciuto capitato per sbaglio a una festa di nozze. Così furono i profeti della scrittura sacra”. In queste pagine De Luca parla di vocazioni. Racconta una serie di personaggi biblici, da Noè fino a Gesù, che hanno ricevuto chiamate a cui non hanno potuto non rispondere, a costo di passare per strambi o mezzi pazzi. Sono storie senza tempo, paradigmatiche, eppure sembrano scritte per occasioni odierne. Perché la storia sacra è “antologia di abbrustoliti dall’ ascolto di una voce in fiamme, singoli scervellati a contrappeso di masse strafottenti”. Voci nel deserto, che si fanno strada tra sabbia e cuori induriti. Quando si cerca verità, le sabbie della Giudea non sono diverse dai vicoli di Napoli, gonfi di vita e di panni appesi ai balconi.
    In maniera simmetrica, negli ‘Improvvisi’ della seconda parte del volume, che nascono proprio da occasioni sparse (gli sbarchi a Lampedusa, la visita in un carcere, ma anche ‘questioni private’), i versi hanno una voce che risuona oltre il loro spunto genetico quotidiano. E’ dentro nelle cose, perché “gli imbizzarriti di queste pagine sono esploratori”. Così nei versi di ‘Un albero soltanto’, l’autore sottolinea la fatica di cogliere i segni dei tempi: “Bene e male e la radice uguale. Stesso tronco, fogliame, linfa, frutto. Se non l’assaggi non lo puoi sapere”. Lo sforzo di pensare e costruire una storia è invece nella ‘cifra’ del carpentiere, l’uomo previdente, perché “fa la catramatura prima dall’interno. Se inverte, è asfissiato nel legno sigillato dall’ esterno”. Ma anche Babele non è la fine. L’inferno, che è sempre mancanza di relazione, ha un’altra porta: “La divinità sparge in una sola volta i dialetti, le lingue, gli idiomi, le parlate. Non è castigo, è semina”. Così “la specie umana scioglie l’alveare e sciama sopra i volti della terra. Grammatiche, alfabeti, dizionari portano ai quattro venti. La laboriosa Valle di Scin’ar si smembra nel frastuono di Babele: l’umanità si scuce, va a attecchire ovunque”. Perché dove c’è un volto, ci sono parole a raccontare storie di uomini perduti o ritrovati, sempre in gioco con il destino. “Tra solitari ci si intende al volo”, scrive altrove De Luca. Ma la speranza si affaccia sempre oltre i muri tirati a calce. Lì, dove l’era resiste al caldo e alla neve, capisci che “hanno ragione le ali” di chi non si ferma a ciò che scorge all’orizzonte. Davide, il ragazzo, infila il sasso nella frombola e abbatte il gigante che crolla a braccia spalancate e chiasso di ferraglia. Serve coraggio e fortuna per imbracciare i giorni. “Al miracolo serve la mite faccia tosta di chiedere, di chiedere, di chiedere”.
    Nel petto dei profeti danza sempre un fuoco. A volte, racconta il bisogno di amare, anche solo per ‘salvare’ la propria umanità e darsi ragioni di lotta. Nei versi dedicati a Sansone, lo scrittore invita a scrostare interpretazioni per scorgere un vissuto: “Il suo nome è Shimshòn, da ‘shèmesh’, sole, la più potente forza di natura. Tradotto con Sansone perde contatto con la suprema delle calorie”. Amò Delilà una donna Filistea. Ma, mette in guardia De Luca, “amare è un verbo scatenato. Non risparmia niente di se stessi. Chi ama è stato pronto per una volta almeno a smettere di vivere per stare con quel verbo, altrimenti non lo conosce né lo sa annunciare”. Amare, verbo all’infinito, è incandescente, “chi lo afferma deve darne prova fino all’accecamento”. Porta con sé nel viaggio fuochi di brace o lampare sulla barca, per rischiarare pezzi di notte nel bosco o traversate in mare aperto. “Delilà lo ha tradito? No”, è la risposta dell’autore. Eppure ha consegnato l’amante ai suoi nemici. Lo accecano, lo aggiogano alla macina, lo esibiscono in catene all’assemblea. “Delilà lo ha tradito? No – ribadisce lo scrittore – si capisce alla fine della storia. Sansone non è l’ingenuo atleta che straparla con Dalila e si fa depilare: quei due si sono amati più di Romeo e Giulietta”. Va assaporata quella storia con la grazia, umana, dell’ascolto. La stessa attenzione che si deve ai marinai che gettano i dadi, “chiedendo alla sorte il nome di un colpevole, causa della tempesta”.
    In ‘Intervento a un’assemblea sul carcere’, profeta è chi invita a vegliare: “Da noi stasera il tempo trottola per strada, sbanda in un vagone, si rigira in un letto a due piazze, aspetta una telefonata. Stasera da noi il tempo fa le sue faccende”. Si cerca verità, con gli occhi di un cane invecchiato. Una piccola luce può squarciare il buio: “A vedere lo squaglio aggrumato e lo stoppino gobbo nessuno s’immagina oggi la forza incendiaria delle candele”. Il tempo “non è cenere di lava che ricopre Pompei e la custodisce, il tempo è un guastatore”. Il tempo è sempre scelta di possibili. Come nei versi di un’altra poesia, intitolata ‘Allora restauro leggende’: “Salgo alle montagne a starmene lontano, raggiungere un confine e ritornare, allenamento da contrabbandiere”. Il grande insegnamento dei ‘folli’ profeti è cercare ancora un senso alle cose: “La terra è vento e non si fa arrestare. Ha l’anima di polvere e la tosse di cenere, scatarro di vulcani. La terra è oggi, ma chissà domani. Sta dove grida ancora il sangue sparso dal fratello di Abele, il primo tempo perso. La terra siamo noi fatti di argilla e di un soffio venuto da lontano a riempire e poi scappare via”.
    Il “rimorso regolare dei profeti” è uno solo: “dire senza impedire”. Un viaggio senza fine, quello di cercare sempre. L’indicazione del viaggio è nella poesia ‘Miniera’, dove uomini scavano nelle viscere di montagne per trovare pane. “Dacci oggi il ritorno quotidiano, risparmiaci dai crolli. E così siamo”. Tratti di strada impaginano attese e tramonti. Così in ‘La linea’: “Ecco la foto della mia mano, dove ogni zingara trova la linea del tuo nome, una via maestra che punta diritto al battito del polso e lo governa”. Forse l’amore è come il “latitante” di altri versi, nato come uno zingaro su un carro. “Dicono che ritorna –scrive De Luca – che deve tornare. Intanto altre comete incipriate battono il marciapiede delle stelle”.

  17. Gentile Erri De Luca, non scrivo libri (ogni tanto appunto pensieri). Anni fa non riuscivo a leggere i suoi libri, mi sembravano troppo densi ed enfatici. Ne sto leggendo negli ultimi mesi, adesso mi sembrano scarni e spesso troppo fondi da esplorare, ma mi danno un senso di spiritualità che lei, da ateo, si nega (atea anch’io, ma tentata dalla pace dei monaci). Mi pare di vederla, nel mondo ma lontano, come uno stilita, lontano dalla pazza folla ma anche dal mondo inanimato ma sempre di corsa, circondato da un’aura di silenzio.
    La invidio, sono stata sempre solo sulla superficie delle cose, scivolandoci sopra.
    Comunque, grazie.
    Paola
    PS condividiamo la regione di provenienza ed un avo straniero (trisnonna francese nel mio caso)

  18. Ho conosciuto la scrittura di Erri da un paio di anni e da circa due settimane la Fondazione che porta il suo nome.
    Volevo ringraziare Erri e le persone a lui vicine e care che hanno suggerito di raccogliere le sue parole scritte e parlate, perché come un precedente commento diceva: ” è la eredità migliore che un artista (aggiungo scrittore) può lasciare”.
    Una parola su Erri da parte mia, lettore dell’ ultima o penultima ora.
    Amo la sua scrittura perché è essenziale, è scrittura vissuta, tanto che a volte ti conduce fino alle ossa, scavando nella carne. Si sa che chi fa esperienza di rompersi un osso sente molto dolore, un dolore diverso da altri dolori, e ci si accorge solo allora che proprio nascosto nella carne c’è qualcosa di essenziale che ci mantiene e ci fa stare in piedi.
    Non importa se per qualche tempo o per tutta una vita ci fa zoppicare.

    Grazie Erri e Grazie a tutti voi.

  19. sono felice di essere venuta a conoscenza della fondazione : è la eredità migliore , storica che un artista possa lasciare. vorrei essere informata sulle iniziative di pubblica utilità -specialmente artistica- della fondazione per poter dare un mio contributo culturale

  20. Spiacenti, nei circoscritti compiti della Fondazione non c’e’ l’ assunzione di tutela legale . La sua battaglia contro i carrieristi nella pubblica amministrazione ha bisogno di forte supporto politico, non alla portata delle nostre risorse concertate su piccoli progetti.

  21. Complimenti per la Fondazione Erri De Luca, per la vitale importanza che con essa date alla cultura in un paese che a volte sembra purtroppo dimenticarla.

    Avrei un progetto di scrittura che gradirei molto sottoporre al Sig. De Luca. Un progetto che racchiude la storia di un uomo, il quale affronta Dio e la montagna, la spiritualità e la dura realtà, fino a diventare leggenda in un piccolo paese. Sono certo che dalla penna del Sig. De Luca, ne uscirebbero delle parole forti e delicate, adatte a costruire un buon racconto.

    Cordiali Saluti
    Gabriele

  22. Caro Erri, avrei piacere di mandarti un mio libro che ho recentemente pubblicato, La terza metà del tutto,ho come la sensazione che possa interessarti. Certamente a me interesserebbe la tua opinione.
    Per tradizione, amerei farti avere il cartaceo, ma se ciò ti dovesse creare una qualche difficoltà, ti posso inviare anche il formato digitale. Indicami la tua preferenza e a quale indirizzo.
    Sono contattabile anche all’indirizzo liberodipensare@libero.it
    Con simpatia e stima.
    Francesco Marras

  23. Fate un lavoro straordinario! Grazie a Erri che fornisce la materia e a voi che la organizzate sembra di vivere in un’Italia migliore. Continuate così!

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