Ipotesi sull’ignoranza

“È un luogo comune che la conoscenza sia potere. Ma chi ha debitamente considerato e esposto il potere dell’ignoranza? La conoscenza costruisce lentamente ciò che l’ignoranza demolisce in un’ora”.
Diversamente dal suo nome di autore, George Eliot era una donna. Si chiamava Mary Anne Evans, scrittrice inglese del 1800. La sua frase appartiene al tempo, che non scade.
L’ignoranza di una volta si chiamava analfabetismo, era una differenza sociale, superata dall’istruzione di massa.
Oggi ha connotati diversi. Ci sono molti modi di accedere al sapere e all’aggiornamento. Chi vuole documentarsi su un argomento ha libero accesso ai dati.
Perciò oggi l’ignoranza è volontaria. Mentre la conoscenza è considerata un peso sulla coscienza.
L’italia è infestata dal più vasto sistema di corruzione pubblica in Europa. A questo dato si aggiunge l’informazione meno libera dell’Unione Europea. La combinazione dei due fenomeni stringe un nodo scorsoio al collo della vita civile.
Si preferisce ignorare questa documentata evidenza.
La Francia si ritira dalla balorda linea ferroviaria Torino Lione. Il buco già fatto, che da noi continuaa farsi, non sbucherà. I ministri che strombazzavano l’opera, mettendo in stato di polizia la Valle di Susa e invitando la resistenza civile a mettersi l’animo in pace, hanno cambiato articolo di spaccio. Posso irridere a loro, ma riconosco che la loro inconsistenza umana e politica si fonda sull’ignoranza volontaria dell’opinione pubblica. Il sigillo sull’informazione perfeziona la censura del silenzio.
Il Treno a Modesta Accelerazione Torino Lione s’iscrive sottobanco nel bilancio delle grandi opere inutili e incompiute.
Nessun aggiornamento, nessuna spiegazione proviene dai feudatari di governo e dai vassalli dell’opposizione.
Lascio di nuovo la parola a Mary Anne Evans.
“Non provo compassione per i presuntuosi perché penso che portino con sé i mezzi per consolarsi”.
Erri

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto archivio FEDL

19 Comments

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Ninareply
agosto 28, 2017 at 09:08 PM

A chi ignora inconsapevolmente Piazza Bellini
voglio dire che sono perdutamente innamorata
di Palermo ,una città che sa curare le ferite senza perdere la memoria.

Poi certo rimangono cicatrici,spesso però sono sorridenti….l’ultimo messaggio per noi.

Ninareply
agosto 27, 2017 at 05:08 PM

: Don Puglisi Falcone Borsellino
A Palermo poi ferite invisibili che ancora sanguinano.
Buchi come un unico gigantesco squarcio

Provo compassione senza consolazione

Valeria Dell’Annareply
agosto 26, 2017 at 05:08 PM

Non ho potuto sbobinare: la voce che mi dettava aveva bisogno di correre libera, perché libera. La mia ignoranza ricercava, invece, punteggiatura e ridondanze che la rallentavano… Mi permetto:
https://youtu.be/C2dY59_2RjU

Ninareply
agosto 26, 2017 at 07:08 AM

Ma Erri è d’accordo ?Una difesa a riccio
Un po’ insulsa ,non nel suo stile.
Più realisti del re
Sono perplessa.

Santereply
agosto 25, 2017 at 09:08 PM

A proposito di ignoranza, in Francia si scava senza pause, 24 ore al giorno per 364 giorni all’anno, festività di Santa Barbara esclusa. Così, per dire.

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-08-03/la-tav-senza-pause-che-piace-francesi-211314.shtml?uuid=AEB13Z8B

Fondazione Erri De Lucareply
agosto 25, 2017 at 10:08 PM
– In reply to: Sante

Capisco personalmente la sua voglia (e di molti altri come lei) di provocare Erri De Luca sul sito della fondazione. Ormai in Italia è diventato sport comune insultare direttamente le persone, in questo caso uno scrittore, senza dover usare nessuna diretta responsabilità contro i politici, veri responsabili, da una parte o dall’altra. Lo trovo un atteggiamento estremamente vigliacco, soprattutto considerando che Erri De Luca ha dovuto subire due anni di doloroso e costoso processo, per aver difeso le proprie idee e un territorio abusato e torturato. Le ricordo comunque che sul sito della Fondazione Erri De Luca non diamo spazio a chi vuole attaccarlo personalmente. Questo sito non è FB o twitter, dove si butta veleno, per curare le proprie frustrazioni, insultando poi chi? uno scrittore che ha il coraggio di difendere e parlare a nome di chi non puo’ farlo. Pubblichiamo i commenti come i suoi, ma fino a un certo punto. Erri non è la persona incaricata di accettare o meno i commenti al blog. Siamo noi soci. Quindi la polemica finisce qui. Se e quando Erri vorrà, risponderà.
Noi concludiamo con questa nota: la nostra stampa è al servizio dell’opera e non dell’informazione. Per sapere cosa succede si devono leggere articoli francesi e non quelli dei servitori.

Ninareply
agosto 23, 2017 at 11:08 AM

La Porta d’Europa di Paladino….
La stanno oscurando costruendo
col cemento
Cementando…..si può dire?
Sì, sì può dire e anche urlare

Ninareply
agosto 22, 2017 at 08:08 PM

La mia dabbenaggine non trova nessun riparo
Che fare?
Aprire ulteriormente gli occhi almeno provarci.

Ninareply
agosto 22, 2017 at 07:08 PM

Meraviglia naturalmente

Naturale meraviglia

Meraviglia della meraviglia

Ninareply
agosto 22, 2017 at 07:08 PM

Lampedusa oh metaviglia..
Ma la Porta Europa non appare sulla ultima guida
Provo compassione per gli ignoranti…..ma fino a un certo punto
Non oltre

Ninareply
agosto 22, 2017 at 04:08 PM

Ischia
Un abbraccio a te
Caro Erri

Ninareply
agosto 22, 2017 at 04:08 PM

Le parole hanno un altro sapore
Se ci arrivano lontano da dove
Abitualmente siamo

Oggi hanno l’odore del mare di un cielo
Più blu.Per un momento sembra di vedere
La gioventù, Non mia,Ma del mondo.

Quest’aria mi cura ferite non ancora
assopite cura il ricordo di quel giovane
morto e di quell’altro.Il mondo è lontano
a portata di mano c’è questa energia
Sulla pelle.Come un tatuaggio che resterà
fino al mese di maggio.
Non voglio pensare solo vedere guardare
annusare.Quest’isola intrepido mi fa tremare.

Saluti da Lampedusa

Ninareply
agosto 22, 2017 at 04:08 PM

Un vecchia poesia di un vecchio amico
-chi fruga frega-sempre?
Anche Macron,di nome ma non di fatto,Non vuole
Il misfatto della Torino-Lione per una dose
Maggiore di intelligenza?Forse ma non per i tuoi stessi motivi.. ….secondo me

Valeria Dell’Annareply
agosto 22, 2017 at 01:08 PM

… I mezzi del condono volontario che, a differenza dell’ignoranza, quella che genera conoscenza, non fa uso della “condivisione” di umiltà ( leggasi “libero senno del poi”).

libreria7marireply
agosto 21, 2017 at 02:08 PM

La Francia si è ritirata dalla Torino-Lione ma sta facendo pagare a caro prezzo la TGV al Marocco … (i costi sono triplicati prima ancora dell’ inizio dei lavori).

Amedeoreply
agosto 21, 2017 at 02:08 PM

Attualità e lotte, ingiuztizie. Ma che forza quell’albero sul ciglio, oltre il ciglio sa, riesce, vede. E allora credo

Ninareply
agosto 21, 2017 at 12:08 PM

Quasi un testamento alla luce del poi

Ninareply
agosto 21, 2017 at 12:08 PM

Ragazzo mio un giorno ti diranno che tuo padre….
Una vecchia canzone di Tenco…

Quanta conoscenza…….in un testo così breve
e intenso……

.

Tappino torinesereply
agosto 21, 2017 at 11:08 AM

Quando penso alla parola ‘ignoranza’ mi viene in mente l’ “ignorantità” di mia nonna. A una attribuisco da sempre una colpa, all’altra una condizione non voluta. Sebbene abbiano lo stesso significato, la seconda seppur sgrammaticata ha il senso dell’impossibilità di difendersi davanti a documenti troppo contorti nel contenuto, o a quella di non capire bene quel che ti si dice con parole forbite. Ignorantità è scopertura alla vita, fa rima con vastità, immensità, in uno spazio dove senza strumenti necessari ci si sente sbattuti fuori dal contesto sociale, e si ovvia e riempie con l’esperienza e con l’educazione di richiedere una spiegazione più a portata d’orecchio. La prima parola invece ha due valenze, entrambe puzzolenti di colpevolezza senza ritorno: la volontà di non informarsi e quella di eludere la volontà di chi esplicitamente chiede. In Val di Susa, nonostante il movimento NoTav abbia avuto un’impennata di adesioni pazzesca soprattutto negli ultimi tre anni, politica e media insistono a proporre e dar come scontata e fatta un’opera che è ancora lì dall’esser interamente progettata; ciò nonostante il congelamento trentennale da parte francese. Si rifiutano i confronti con i professionisti che escludono possibilità di riuscita per ragioni fisiche del luogo; si rifiuta d’ascoltare i valligiani e le loro denunce di rischi geo ambientali; si rifiuta il dialogo su alternative che porterebbero alla consapevolezza di dover rinunciare all’opera, quindi alla prebenda europea… parlano i soldi : che senso ha sentire altro? Il bancomat delle grandi opere inutili (e purtroppo non c’è solo Tav di mezzo) rende completamente sordi agli appelli, proprio come capitò nel Vajont, dove gli echi degli “Attenzione!” dei montanari sbattevano su ogni lato del monte Toc, per poi dover ascoltar solo singhiozzi. Grazie del tentativo Erri, la tua parola contraria è sempre più preziosa. Forse i politici correnti potrebbero considerare l’ignorantità di mia nonna, piuttosto che l’ignoranza funzionale che si sono abilmente scelti. Sarebbero più poveri, ma senz’altro più dignitosi. Ciao poeta <3

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