Thomas Carlyle in Storia della Rivoluzione Francese scrive che Luigi XVI in fuga da Parigi fu riconosciuto in una taverna da un ragazzo, per il suo volto inciso su una moneta. Fu arrestato e poi decapitato.
Senza la sua inutile effigie moltiplicata sulle monete avrebbe scampato il patibolo.
Nei tempi moderni l’effetto secondario di una celebrità è di essere riconosciuta in pubblico per la diffusione della sua immagine. L’effetto è segnaletico.
La celebrità tenta di camuffarsi sotto larghi cappelli, occhiali scuri, ma è lo stesso intercettata e circondata da ammiratori e curiosi con richieste di fotografie e firme.
La celebrità è costretta a privarsi di circolare liberamente. Le sue precauzioni la isolano e le impongono una specie di clandestinità.
Altre conseguenze riguardano l’ossessione di conservare la posizione raggiunta, non compromettersi con interventi pubblici, scarsità di rapporti personali, continue richieste da parte di aspiranti.
Anche se i guadagni sono ingenti, restano incerti e comportano spese di rappresentanza.
La celebrità diventa una ditta quotata sul mercato, soggetta a sbalzi e a precipitose cadute in oblio,
Qualcuno ha scritto che la celebrità è una specie di diffamazione.
Credo che abbia inconvenienti peggiori.




